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Ali Afifi e la “via da seguire”: la storia di un cleptomane che si amputa le mani

Ali Afifi, un ventottenne che vive in Egitto e che ad un certo punto della sua carriera da ladruncolo abituale, spinto dalla vergogna per il suo istinto incessante a compiere furti fa ordinare ad uno sceicco la rigorosa applicazione della Sharia, un complesso di norme religiose, giuridiche e sociali direttamente fondate sulla dottrina coranica. Lo sceicco però rifiuta la sua proposta di autopunirsi ma il giovane procedo lo stesso amputandosi la mano.

Ali prima di compiere il folle gesto ha lasciato su Facebook un messaggio dove ha raccontato il motivo che lo ha spinto ad amputarsi: “Lo sceicco ha rifiutato la mia richiesta, dicendo che non è un governante e non si trova in una posizione decisionale per prendere una decisione del genere… mi ha consigliato di pentirmi e di chiedere l’aiuto di Dio… Ho quindi deciso di tagliare le mie mani”.
ali afifi 2


Appena cinque anni fa Ali aveva perso la prima mano, per lo stesso motivo, tenendola ferma sui binari. Voleva autopunirsi per la sua abitudine a rubare tutto ciò che vedeva. Aveva cominciato a sottrarre pasti dagli amici per poi passare ad oggetti di valore nei negozi, come telefoni cellulari e gioielli d’oro.

La legge islamica “Sharia”, che significa “la via da seguire” viene praticata in molti paesi musulmani radicali. Generalmente è molto dura e prevede punizioni severissime per l’omicidio, il furto e l’adulterio. La pena prevista per chi ruba è appunto l’amputazione della mano, tale usanza è attualmente praticata in Iran, Arabia Saudita e Nigeria settentrionale, ma in Egitto le amputazioni giudiziarie non sono più presenti da anni ormai, anche se lo scorso anno un parlamentare egiziano ha chiesto l’applicazione della legge islamica per alcuni reati.

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