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Alice Delcourt chef intervista: “Mangiare prodotti freschi dell’orto in città è possibile”

Tra le sette chef di Grandi Cuochi all’Opera 2016 al femminile ci sarà anche Alice Delcourt, professionista cosmopolita ma amante dell’Italia; la chef ha infatti origini francesi, inglesi e americane ma ha deciso di restare nel Bel Paese per passione. Ha infatti creato insieme ai suoi soci uno dei più rinomati ristoranti biologici di Milano, Erba Brusca, che nel bel mezzo del capoluogo lombardo propone piatti con i prodotti del proprio orto: UrbanPost l’ha intervistata in esclusiva.

Come mai la decisione di partecipare a Grandi Cuochi all’Opera 2016?
Nel nostro lavoro abbiamo poco tempo libero per dedicarci al volontariato o a lavori extra per delle cause che non siano relative al nostro ristorante; quindi mi ha fatto molto piacere poter partecipare a questo evento. Per la filosofia del nostro ristorante è stato naturale partecipare, ci fa piacere contribuire ad aiutare una struttura che lavora per gli altri, per i meno fortunati. E’ importante portare avanti questa missione, soprattutto perché oggi ci sono ancora tante persone che non hanno da mangiare mentre noi siamo in giro a provare i posti più alla moda.

Grandi Cuochi all’Opera 2016 si declina al femminile con sole chef donne: com’è lavorare in questo settore essendo una donna?
E’ difficile secondo me perché tante volte non sei presa sul serio; eppure come si può vedere con le donne che cucineranno domenica, ognuna ha creato la propria realtà: quasi tutte hanno già il loro ristorante e quindi non lavorano per altri, non hanno permesso che il fatto di essere donna le frenasse. Sono molto lusingata di fare parte di questo gruppo domenica, sono donne di successo, sono al top della loro professione, sono delle mentori per me quindi mi sento onorata dell’occasione. Io nel mio ristorante in cucina lavoro quasi esclusivamente con donne, un po’ per scelta mia, un po’ perché è capitato ma trovo che avere una squadra femminile sia molto stimolante. Purtroppo alle donne non sempre sono date le stesse opportunità dei maschi nel settore, anche inconsciamente, perché alla fine sono meno prese sul serio e più criticate: anche per questo ho voluto dare un’opportunità in più nel mio ristorante alle donne. E in più ritengo che le donne lavorino meglio: non sono mai malate, sono più forti.

Con il suo ristorante a Milano ha creato un piccolo paradiso del biologico: come è nata questa particolare idea?
Io vengo da una zona di montagna negli Stati Uniti dove in tanti hanno delle piccole fattorie biologiche e diversi ristoranti hanno scelto questa strada; è sempre stato un po’ il mio sogno. Noi teniamo moltissimo alla stagionalità e alla freschezza, certamente di carne e pesce, ma soprattutto delle verdure che utilizziamo moltissimo. E’ stato quindi un modo per creare una luogo dove era possibile utilizzare i prodotti dell’orto e dimostrare ai nostri clienti che è possibile mangiare prodotti freschi anche in una realtà urbana.

Solo qualche giorno fa è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e la Fao suggeriva che è necessario produrre di più in modo sostenibile: pensa che sia questo il modo corretto di muoversi?
Diciamo che questa è un po’ la vena fondatrice di Erba Brusca, per noi la sostenibilità è fondamentale: utilizzare solo ciò di cui si ha bisogno, sostenere un’agricoltura corretta nei confronti dell’ambiente. Noi stiamo affrontando una grave crisi ambientale e l’unico modo di rallentarla, di frenarla, è certamente quello di trattare meglio quello che abbiamo in questo momento.

Quali sono tre aggettivi che secondo lei ben descrivono la sua cucina?
Semplice, stagionale e onesta.

Lei ha origini davvero cosmopolite: come mai la scelta di rimanere in Italia?
Io sono venuta in Italia la prima volta a 18 anni e devo dire la verità, mi sono innamorata, è stata una passione immediata, anche per quel che riguarda la lingua. Ho studiato italiano per quattro anni all’università, sono stata anche un anno a Firenze. Mi ritrovavo tantissimo nelle vostre tradizioni, nella vostra cucina quindi mi sono davvero innamorata del modo di fare italiano, in particolare dell’approccio al cibo. Io ovviamente ho anche tradizioni inglesi, francese e americane ma ho imparato a cucinare in Italia, quindi le basi della mia cucina sono italiane.

Che cosa consiglierebbe alle ragazze che vogliono intraprendere questa carriera?
Di non mollare! E’ brutto dirlo ma come ragazza si deve dimostrare il doppio, sostanzialmente gli altri non credono fin dall’inizio che tu potrai farcela. Quindi è importante lavorare su se stesse, impegnarsi e non mollare ma soprattutto trovare qualcuno che ti rispetti, rispetti il tuo lavoro, che ti faccia da mentore e che ti dia davvero la possibilità di lavorare.

Grazie

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