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Allarme ‘Ndrangheta in Toscana

La notizia è di quelle che dovrebbero guadagnare le prime pagine dei quotidiani locali, invece in Toscana non se ne parla. La ‘ndrangheta c’è e mira in alto, come in altre regioni d’Italia, ai soldi degli appalti pubblici. Non ha ancora figliato nuovi “locali” come in Lombardia, Liguria, Piemonte, ma le cosche ci sono, dispongono di diversi elementi di spicco in regione e si stanno organizzando.

L’allarme è stato lanciato davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia dal Procuratore capo di Firenze Quattrocchi, dal sostituto Squillace Greco e dal Prefetto Varratta, che la mafia calabrese la conoscono bene essendo stati in servizio per anni in quella regione. Una presenza non ancora massiccia ma comunque rilevante, anche per la qualità (si fa per dire) dei soggetti individuati.

'Ndrangheta in Toscana

“Una delle cose che ho provato a fare arrivando a Firenze – ha detto Squillace – è stata quella di chiedere la presenza numerica di tutti i soggetti distribuiti nel territorio toscano che avevano pregiudizio per 416-bis o per reati aggravati all’articolo 7  della legge numero 203. I risultati per certi versi sono stati sorprendenti”. Eh, si perché di pregiudicati per ‘ndrangheta ce ne sono parecchi che hanno preso casa tra l’Arno e il Tirreno, in particolare nell’aretino, in provincia di Pisa, ma anche a Livorno, Lucca e Massa. Anche la patria del Brunello, Montalcino, ha visto un tentativo di infiltrazione delle cosche calabresi.

E infatti a scorrere i nomi sciorinati dai magistrati toscani c’è di che preoccuparsi: negli ultimi anni in Toscana è stata individuata la presenza e l’attività di esponenti, anche di punta, delle cosche

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[nascosto]Alvaro di Sinopoli (RC), Crea di Rizzìconi (RC), Farao-Marincola di Cirò Marina (KR), Facchineri di Cittanova (RC), Morabito di Africo, Fiumara di Filadelfia (VV), Mancuso di Limbadi (VV). Si tratta in tutti i casi di cosche di ‘ndrangheta storiche e ramificate in numerose regioni italiane.Gli affari sono sempre gli stessi: estorsioni, per il momento quasi esclusivamente ai danni di imprenditori di origine calabrese; traffico di stupefacenti; contraffazione di merci. Nel traffico di droga, che per il mercato toscano non è solo cocaina ma anfetamine e droghe sintetiche, risultano attive le cosche Morabito, Facchineri, Mancuso.La Toscana non è certo nuova alle azioni dei narcotrafficanti: solo per fare un esempio, nel 2004 l”indagine “Zappa” scoprì un fiume di droga che dal Perù arrivava in Toscana, a Montecatini, per opera di esponenti della cosca Sergi-Marando-Trimboli di Platì (RC) e di un broker pistoiese, già sorvegliato speciale.Mancano le infiltrazioni negli appalti, ma sulle scrivanie delle procure toscane ci sono già alcuni fascicoli che “scottano” e che a breve daranno il la a nuove operazioni di contrasto.
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