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Allarme Terrorismo: chiusura frontiere? Una ‘baggianata’ populista

Allarme Terrorismo: la chiusura delle frontiere non è la soluzione

Psicosi. Psicosi terrorismo. Adesso è Allarme vero. In Italia, soprattutto. E il ‘populismo’ si sa, oggigiorno è dilagante. Molto più semplice reagire di pancia, anziché attivare il cervello. Chi amministra, o vorrebbe amministrare, la cosa pubblica lo sa benissimo. Quale miglior metodo per ottenere consenso se non ‘riferire’ al popolo quel che si vuol sentire dire? Ed ecco che, come ogni post-attentato, le frange degli estremisti politici tornano a gridare a gran voce: ‘Chiudiamo le frontiere’. Ok. Chiudiamole. Diamo l’ultimo colpo basso alla nostra economia. E poi clicchiamo ‘start’, come se fossimo in un videogame. No, questa è la vita reale. E il mondo sta inesorabilmente avanzando. Pur se c’è chi auspica un ritorno ai tempi che furono. Ma quali? Sbraitare che l’unica soluzione utile sia la chiusura delle frontiere, oggi, nel 2016, è solo una baggianata populista di cui non ne sentiamo l’esigenza.

Chiusura Frontiere: un clamoroso passo indietro

E vi spieghiamo presto perché. Anzitutto, il risvolto economico. Chiudere le frontiere vorrebbe dire mandare al collasso l’economia di uno Stato europeo. La stessa cara ‘Vecchia Europa’ che oggi non vive uno stato di salute ottimale, anzi. La Francia ha provato a chiudere le frontiere dopo il Bataclan. Cosa è cambiato? Nulla. Sì, perché la chiusura delle frontiere non è la soluzione antiterroristica prediletta. Motivo? Eccetto oggi, con l’attentato di Berlino e l’uccisione del killer tunisino, gli attentati sono sempre stati realizzati da ‘musulmani di seconda generazione’. Cosa significa questo? La chiusura delle frontiere, in tal senso, equivarrebbe a un ‘gatto che si morde la coda’ perché avrebbe al suo interno gli stessi terroristi di matrice islamica.

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Terrorismo, gli errori da non fare

Dunque no. Chiudere le frontiere, mandare in malora il patto di Schengen che regolamenta il mercato libero e la circolazione in Europa non è la soluzione ideale. Culturalmente equivarrebbe a un clamoroso passo indietro. Bisogna tenere aperte le frontiere. Bisogna farlo per dare un segnale importante anche allo Stato Islamico. Arrendersi significherebbe darla vinta a ISIS. Ovvio, bisogna migliorare i controlli. Questo è fuor di dubbio. E c’è la necessità che le intelligence europee migliorino i propri servizi. Inspiegabile pensare che sullo stesso nostro treno, tra la Germania e la Francia, passando da Torino e arrivando a Milano, possa viaggiare un terrorista.

“Profughi tutti terroristi” e “Italiani tutti mafiosi”

E ancora. L’Allarme Terrorismo adesso sarà dilagante. Ma sarebbe fin troppo populista iniziare a bollare tutti ‘i profughi’ in arrivo a Lampedusa come ‘possibili attentatori’ o ‘fanatici islamici’. No, sarebbe come evidenziare che tutti gli italiani sono ‘pizza, mandolino e mafia’. E noi, spesso vittima di razzismo agli occhi delle altre popolazioni del mondo, sappiamo bene che fare di tutta l’erba un fascio è un errore da non commettere. Mai.

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