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Allattamento al seno: petizione e flash mob nelle città italiane per farlo #ovunquelodesideri

Allattamento al seno: il caso di Biella

Dopo il caso della mamma biellese che è stata allontanata dall’ufficio postale poiché intenta nell’allattamento al seno del suo bambino di tre mesi e il conseguente flash mob di protesta fatto proprio di fronte all’ufficio della Pubblica Amministrazione che le aveva negato questo diritto, le mamme che sostengono questa necessità di tutte le donne di poter nutrire il proprio bambino anche nei luoghi pubblici hanno indetto un flash mob nazionale che coinvolgerà diverse città italiane.

“Allattamento al seno è… ovunque lo desideri” è il messaggio che le donne che combattono questa battaglia vogliono trasmettere e portare all’attenzione del Governo. Su Change.org è infatti stata lanciata una petizione per convincere il Governo a tutelare “le madri che allattano dalle molestie e dalle discriminazioni quando devono nutrire i loro bambini in un ambiente pubblico, attraverso una legge specifica che le difenda e che integri un’azione giuridica contro chiunque violi tale diritto”. L’evento, coordinato dallo stesso comitato promotore della petizione in collaborazione con il MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano), si terrà sabato 11 febbraio 2017 nelle diverse piazze italiane.

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Allattamento al seno: la petizione #ovunquelodesideri

A lanciare la petizione #ovunque lo desideri è stata Raffaella Sottile che, in attesa del raggiungimento delle 50 mila firme necessarie, ha già preparato una lettera per il Presidente del Consiglio, volto a sottoporre il problema sempre più frequente di chi allontana le donne dai luoghi pubblici mentre stanno allattando al seno. “Ill.mo Sig. Presidente, in Italia poiché non esiste una legislazione che tuteli le madri da molestie e discriminazioni, spesso accade che vengono loro negati i diritti più elementari impedendo di nutrire tranquillamente i loro figli in pubblico o negli esercizi commerciali quali ristoranti, bar, hotel e simili. Tutte le mamme, invece, devono poter allattare ovunque sia necessario” spiega la Sottile.

La lettera continua quindi spiegando che “L’Italia, sia sotto il profilo legislativo che culturale, è indietro rispetto ad altri Stati. Lo Stato Vaticano, a noi legato per cultura e tradizione, grazie alle parole di Papa Francesco ha aperto le porte della Chiesa allo “allattamento al seno” anche durante la celebrazione della santa messa. La esorto quindi a farsi portavoce all’interno delle istituzioni italiane competenti sull’argomento per formulare adeguate norme a tutela delle mamme e della salute dei loro bambini e di far approvare le richieste che l’associazione di mamme che io qui rappresento Le sottopone attraverso questa petizione e relativa campagna di sensibilizzazione, culturale ed istituzionale. Proteggiamo le madri che allattano. Aiutiamo le mamme ad essere mamme. Aiutiamo i bambini a crescere in modo sano e salutare”.

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Allattamento al seno: la risposta immediata del Ministro Madia

Per il momento la petizione ha già raccolto più di 35 mila firme che, con tutta probabilità, grazie all’eco del flash mob nelle piazze italiane sono destinate ad aumentare velocemente. Nel frattempo, dopo il caso di Biella, il comitato promotore e tutte le mamme che si battono per l’allattamento al seno nei luoghi pubblici hanno già conquistato il primo successo. Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, dopo essere stata informata del caso di Biella, ha infatti emanato immediatamente una direttiva per tutti gli uffici pubblici: ecco il tweet che lo rende noto.

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