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Allattamento al seno prolungato, quali sono i benefici per il bebè

Avrete spesso sentito in giro false dicerie secondo le quali l’allattamento al seno oltre i 6 mesi di vita del bebè è non solo un fattore negativo per la salute della mamma ma anche per le facoltà mentali e intellettive del piccolo. Niente di più scorretto, poiché questa teoria non ha assolutamente alcuna dimostrazione scientifica. Al contrario, l’allattamento prolungato procura dei benefici non indifferenti, che coinvolgono sia la mamma che il bambino.

E’ l’Organizzazione Mondiale della Sanità a raccomandare l’allattamento prolungato oltre i sei mesi di vita del bambino, che può proseguire fino ai due anni e anche oltre. La donna può dunque sentirsi libera dai condizionamenti esterni e dalle false credenze, decidendo di allattare il proprio bimbo fino a quando lo ritiene necessario e fisicamente sopportabile. Una scelta individuale che ha tra i diversi benefici il benessere cognitivo e relazionale del bambino. 

Il latte naturale contiene inoltre la quantità ideale di elementi nutritivi indispensabili alla crescita del piccolo, è facilmente digeribile, protegge dalla diarrea, dall’otite e da altre malattie infantili, ma anche dall’obesità e dal diabete. Una barriera difensiva che ha uno scopo non solo strettamente fisico ma anche mentale: recenti studi hanno provato che l’allattamento crea un legame forte tra il bambino e la mamma. Spesso l’ignoranza induce a far credere che l’allattamento di un bambino di due o tre anni possa creare in lui dei disagi sociologici. In realtà questa pratica crea nel bambino una forte sicurezza, data dal legame soddisfacente con la mamma.

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