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Allattamento virale: finta emancipazione femminile che riduce al ruolo di vacche

Sta facendo il giro del web la foto di questa giovane mamma australiana 24enne, , che allatta il figlio in una pausa durante la propria cerimonia di laurea. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano, il cattivo gusto corre sul filo dei social media. Come da copione la foto ha iniziato a girare, ad essere commentatissima e criticatissima, la protagonista ha goduto dei suoi 15 minuti di gloria che sono andati ben oltre l’aspettativa che il bouquet di amici di Fb le garantiva ed è stata addirittura intervistata dai media.

donne emancipazione

Ed è qui che casca l’asino, la ragazza ha dichiarato: “Non si deve rinunciare alla carriera per avere dei bambini e non è giusto rinunciare ai figli per fare carriera… si può avere tutto“. Quindi, presa dall’entusiasmo di questi allori momentanei, la giovane ha asserito che è assai lieta che questa foto abbia promosso un messaggio utile per le donne. Ecco, questa è totale follia, sua e di chi veicola messaggi di questo tipo.

Che la volgarità non stia nell’esibizione della nudità è un dato di fatto: una postura scomposta può essere molto più volgare di un corpo nudo. Che l’esibizione del proprio seno non sia per forza un atto volgare e, nel caso volessimo considerarlo tale, resta una scelta del tutto legittima non si discute. Quello che si discute è la scusante che si offre al puro e semplice esibizionismo. Anzi, ancora peggio, la scusante che si offre alla maternità, sempre e comunque.

Questa ragazza aveva voglia di far vedere le tette; scelta del tutto libera e legittima. Non è che la maternità obnubila la capacità di intendere e di volere, se così fosse non si spiegherebbe per quale motivo alcune donne hanno l’attenzione di allattare in posti che garantiscano la dovuta intimità alla situazione mentre altre lo fanno con nonchalance sulle panchine del centro commerciale. Che razza di scusa da imbecilli è quella della maternità? Vuoi fare vedere le tette. Punto. L’emancipazione femminile non ha nulla a che vedere con il cattivo gusto e con l’esibizionismo. Coloro che legittimano questa scelta adducendo come motivazione il fatto che si tratti di meccanismi naturali finalizzati a preservare la vita siano disposti allora ad accettare l’esposizione in pubblico di foto che ritraggono coppie nell’atto del concepimento. E’ l’unica consecutio logica possibile.

Essere madri non equivale ad essere vacche, nell’accezione più animalesca del termine. Avere il seno è una responsabilità femminile che trascende dalla maternità; tantissime donne entrano in spirali infernali di sensi di colpa instillati da questa iconografia da baraccone che colpevolizza le donne che non riescono ad allattare. Avere il seno è come avere la poesia addosso, l’emancipazione femminile non sbatte la poesia nel cestone delle offerte di Fb.

 

 

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