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Allergie in vacanza: come tutelarsi

Abbiamo già parlato, in un precedente articolo, del kit medico da mettere in valigia, prima di partire per le vacanze. Ora, però, vediamo di dare qualche consiglio specifico rivolto a chi soffre in maniera seria di allergie a si accinge a mettersi in viaggio per raggiungere la propria meta turistica.

 intolleranza cibi

Le allergie si dividono in quelle di tipo alimentare e quelle legate ad elementi provenienti dalla flora e dalla fauna (come graminacee, parietali, peli di gatto, acari, etc…) ma anche, sostanze come additivi chimici (usati ad esempio nei detersivi, nei cosmetici o profumi) o materiali prodotti dall’uomo (come  la plastica, etc..). Ecco perché è bene, innanzitutto, seguire un tipo di prevenzione specifica con elementi diversificati a seconda del caso richiesto.

È importante  iniziare compilando una lista degli alimenti (sia quelli proibiti sia quelli da usare come sostituti) e metterla in valigia, in modo da esibirla anche in caso di necessità. Sarebbe opportuno indicare le marche anche dei prodotti che si acquistano e che abbiamo avuto modo già di sperimentarne l’assenza di reazioni allergiche. Insieme alla lista non deva mancare mai un kit di primo soccorso che comprende l’adrenalina (nei casi si ha la tendenza ad andare incontro a choc anafilattici), alcuni farmaci, detti salvavita, a base di cortisone (tipo il Bentelam o simili, meglio se autoiniettabile) e un buon antistaminico.

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Ma la profilassi da seguire non si ferma alla sola valigia. Nei luoghi di destinazione, se alloggiamo in strutture turistiche come alberghi e villaggi, e non abbiamo a disposizione una cucina in camera, è necessario controllare la preparazione dei cibi e le etichette dei prodotti utilizzati, che possono essere diverse da Paese a Paese. Per questo è sempre meglio far riferimento a quei loghi internazionali riconosciuti a livello mondiale, come per i celiaci, e informarsi prima di partire sui prodotti equivalenti disponibili sul mercato locale.

La sicurezza passa anche attraverso la consapevolezza, come spiega il professor Alessandro Fiocchi, dirigente dell’Unità di Allergologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù: “Per i bambini allergici in generale la miglior difesa e’ la consapevolezza, già da molto piccoli, che  prima di mangiare qualche cibo devono abituarsi a chiedere alla mamma se possono. In ogni caso, pur prendendo già tutte le precauzioni, e’ bene stare attenti ai cosiddetti allergeni nascosti, che si fa fatica a identificare per il modo in cui sono cucinati e mischiati ad altri ingredienti nelle ricette locali. Accade così per le uova ma anche per la frutta secca, che ad esempio nella cucina magrebina e’ indistinguibile“.

spray allergie bambino

Aggiungiamo che la consapevolezza sta anche nel fatto di insegnare ai bambini allergici a non accettare cibo o caramelle da altri coetanei o da persone adulte (ovviamente, non solo per motivi legati al pericolo di mostri o maniaci). In certi casi, i pericoli possono venire anche quando i bambini allergici giocano con altri con altri bimbi i quali possono consumare merende e altri cibi: il solo entrare in contatto con le labbra o con le mani di questi bambini che stanno consumando tali prodotti, può essere pericoloso per chi soffre di patologie allergiche.

La consapevolezza vale anche per l’adulto che, in caso di choc anafilattico “deve essere lui stesso in grado di prestarsi il primo soccorso, deve sapere cosa fare, per poi arrivare con un po’ più tranquillità in Pronto Soccorso. – sottolinea il professor Antonino Romano, responsabile di Allergologia del complesso integrato Colombus di RomaE, anche se apparentemente sembra che l’emergenza sia rientrata è bene comunque recarsi sempre in ospedale e riferire sempre che si soffre di allergia, perché è possibile che si verifichi un’anafilassi bifasica, cioè i sintomi possono verificarsi anche ore dopo l’esposizione all’allergene“.

adrenalina 3

Infine (lo ripetiamo anche in questo articolo) è importante camminare con una traduzione delle prescrizioni mediche e certificati allergologici nella lingua corrente del Paese che si visita o nella lingua inglese, conosciuta quasi in ogni parte del mondo. Nel certificato, infatti, sono riportate tutte le informazioni relative all’allergia, gli elementi vietati e quelli permessi.

Per quanto riguarda, invece, le ricette mediche, meglio riportare direttamente il principio attivo della medicina che il nome commerciale del farmaco, perché quest’ultimo potrebbe trarci in inganno. Stesso discorso per i prodotti alternativi al latte (per chi è allergico a tale alimento) nel qual caso il nostro allergologo potrà fornirci un elenco delle omonimie dei sostituti del latte, come consiglia il professor Fiocchi.

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