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Alpinismo, chi è Simone Moro, l’uomo che ha conquistato il Nanga Parbat

Arrivano le prime conferme dal campo base Diarmir: Simone Moro, insieme al pakistano Ali Sadpara e allo spagnolo Alex Txicon, è giunto in cima al Nanga Parbat. L’altra compagna di viaggio: Tamara Lunger si è fermata a poche centinaia di metri dalla vetta. L’ultima tappa della prima scalata invernale del Nanga Parbat è cominciata questa mattina alle 5.30 (ora locale), dal campo base posto a 7200 metri a poco più di 900 metri dalla vetta, raggiunta intorno alle 16. Rimangono ancora due ore di sole scarse per Moro e compagni che dovranno affrettarsi nella discesa.

L’impresa di Moro, Sadpara e Txicon, rimarrà nella storia dell’alpinismo, in quanto il Nanga Parbat era la sola, insieme al K2, fra le 14 vette più alte della Terra che non era mai stata toccata durante la stagione invernale. Dagli anni 80 ad oggi questo gigante aveva respinto numerose spedizioni, ma i tre sono stati bravi a non arrendersi, nonostante i quattro non hanno avuto modo di acclimatarsi a dovere. Condizioni che non hanno permesso a Tamara Lunger di proseguire con i suoi compagni.

La spedizione sulla vetta più occidentale della catena dell’Himalaya ha attraversato la via “Kinshofer” avevano raggiunto il Bacino di Bazhin dal quale hanno avuto accesso al trapezio sommitale. Simone Moro è nato a Bergamo nel 1968 e passerà alla storia dell’alpinismo per aver scalato, per la prima volta nel periodo invernale, ben quattro vette superiori agli 8.000 metri: lo Shisha Pangma (2005), Makalu (2009), Gasherbrum II (2001) e Nanga Parbat (2016).

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