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Alternative ai termosifoni per riscaldare casa: le stufe a pellet

Stufi di spendere molto durante l’inverno per le bollette del riscaldamento? Da ormai quasi 15 anni il mercato delle stufe a pellet si è ingrandito e consolidato permettendo a chi è interessato, di avere una valida alternativa al riscaldamento della casa attraverso i termosifoni. L’ingresso delle stufe a pellet nel mercato del riscaldamento di casa ha fatto sì che in molti scegliessero il caldo qualitativamente migliore di una stufa, del fuoco, rispetto a quello dei termosifoni. Diversi infatti sono i pro di questo tipo di riscaldamento per la casa ma, dopo tanti anni dal loro ingresso sulla scena, non possono mancare anche alcuni contro di cui tenere conto; non da ultimo la notizia di qualche settimana fa che, dall’analisi dei dati raccolti sia dall’Arpa che dall’Enea o dall’Istituto superiore di sanità, la prima fonte di inquinamento in Lombardia sarebbero proprio la combustione di biomasse legnose da parte di stufe a pellet o a legna che hanno raggiunto un’emissione di polveri sottili nella Regione pari al 45%. D’altro canto sono però innegabili i benefici, soprattutto economici, per chi utilizza le stufe a pellet: il costo iniziale dell’impianto è infatti ammortizzato negli anni con il prezzo basso del combustibile e può in parte essere rimborsa attraverso gli sgravi fiscali.

Ad oggi infatti, in base a diverse caratteristiche dell’impianto, le stufe a pellet hanno prezzi che partono dai 700 euro circa, installazione esclusa, ma che possono arrivare anche oltre i 2000 euro per l’impianto di una stufa a pellet che possa scaldare ambienti molto grandi. Non manca certamente tutto il mercato dell’usato, in continua crescita, ma bisogna prestare attenzione all’acquisto soprattutto online valutando le caratteristiche reali della stufa, l’età e le condizioni. Quali le altre caratteristiche di cui tenere conto quando si deve scegliere la propria stufa a pellet? In primo luogo dei materiali: esistono infatti stufe in acciaio e stufe in ceramica ma anche della potenza termica secondo la quale le stufe a pellet possono essere suddivise in tre fasce, da 0 a 10KW, da 10 a 12 KW e oltre 12KW. Da ultimo bisogna fare una scelta, ovvero se scegliere una stufa canalizzata o canalizzabile nonché prestare attenzione ai marchi. Tra gli inconfutabili pro legati all’acquisto di una stufa a pellet il design con il quale sono realizzate: il vostro impianto di riscaldamento diventerà grazie a forme e colori originali anche un pezzo di arredamento di grande lusso. Lo stesso certamente vale per la comodità del combustibile di queste stufe: il pellet infatti è venduto solitamente in sacchi da 15 kg facilmente reperibili e trasportabili ma che soprattutto non sporcano anche se tenuti in casa a differenza della legna vera e propria che deve avere uno spazio apposito per essere conservata.

E per quel che riguarda propriamente il riscaldamento della casa? La maggior parte delle stufe a pellet hanno il grande pregio di poter essere utilizzate anche per riscaldare l’acqua di casa e soprattutto quella dei termosifoni: in questo modo anche le zone più lontane dalla stufa potranno essere riscaldate con il calore dell’acqua nei termosifoni. In alternativa, sempre con l’obiettivo di emanare il calore della pellet in tutta la casa, è possibile scegliere un modello che canalizzi l’aria calda in ogni stanza. L’unico lato negativo del riscaldamento a pellet? Bisogna tenere conto del fatto che come le stufe di questo tipo si scaldano, e riscaldano l’ambiente molto velocemente, si spengono e smettono di emanare calore con la stessa rapidità; per questo motivo, a differenza delle normali stufe a legna che mantengono il calore più a lungo, le pellet una volta spente smettono praticamente immediatamente di riscaldare l’ambiente.

Anche per quel che riguarda l’installazione delle stufe a pellet non si tratta di lavori eccessivamente invasivi in casa; hanno infatti una canna fumaria di piccole dimensioni che evitano il ritorno in casa del fumo ma è importante che ci sia una presa elettrica nelle vicinanze del luogo predisposto per l’installazione della pellet. Per il loro funzionamento infatti è necessaria l’elettricità che permette anche l’accensione e lo spegnimento automatici e il mantenimento della temperatura prefissata  in casa grazie all’autonomia del serbatoio di pellet pensato più o meno per un’intera giornata; un benefit che, secondo i test del laboratorio francese di analisi Amoès che ha pubblicato i risultati nel 2012 sul bimestrale “La Maison Ecologique”, non graverebbero sulla bolletta elettrica incidendo al massimo del 2%.

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