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Alzheimer, è made in Italy il nuovo test che ne predice il rischio

E’ stato sperimentato un test in grado di predire il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’università Cattolica di Roma e dal Fatebenefratelli di Roma e Brescia, poi pubblicato su Annals of Neurology. Un test made in Italy, quindi, in grado di misurare la concentrazione di rame ‘libero’ nel plasma che, quando è elevata, triplica il rischio di ammalarsi.Alzheimer

Il test si è svolto per 4 anni, periodo durante il quale sono state seguite persone affette da lieve declino cognitivo e quindi ad alto rischio di Alzheimer. Attraverso un monitoraggio costante del livello del rame nel plasma, è stata riscontrata una evidente correlazione tra le elevate concentrazioni plasmatiche di rame e il rischio (triplicato) di ammalarsi nei soggetti sottoposti all’esperimento.

Il rame, quindi, è al centro di siffatta ricerca in quanto ha un ruolo importantissimo negli stati patologici del 60% dei pazienti, come ha confermato il coordinatore del lavoro Paolo Maria Rossini, ordinario di Neurologia alla Cattolica. Circolando nel sangue, il rame libero raggiunge il cervello esercitando un’azione tossica, se presente in elevata quantità; per questo motivo, in siffatti casi “rame-correlati”, potrebbe divenire il bersaglio di terapie preventive finalizzate ad abbassarne i livelli nei soggetti più a rischio. “Abbiamo presentato una richiesta di finanziamento dell’Unione Europea appositamente per verificare l’efficacia di terapie che ripristino i normali livelli di rame, terapie già esistenti in commercio e a basso costo, proprio per i soggetti a rischio che presentano queste anomalie” – ha spiegato Rosanna Squitti, ricercatrice della Fondazione Fatebenefratelli di Roma“La prospettiva è prevenire la malattia abbassando le concentrazioni di rame nel sangue di persone a rischio”.

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