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Alzheimer: Facebook e Twitter combattono il declino cognitivo

Fino agli anni ’60 e ’70, la terza età coincideva con il tramonto della vita. Oggi, invece, le persone anziane sono ancora piene di opportunità intorno a loro, una di queste è il mondo del web. In Italia, però, solo una persona su dieci usa la rete virtuale dopo i 65 anni di età. Social network come Facebook o Twitter possono aiutare a mantenere in allenamento il cervello e a combattere alzheimer e declino cognitivo.

A sostenere che i social network possano aiutare le persone anziane a mantenere sempre attivo il cervello, è il neuropsicologo e docente presso l’Università Statale di Milano e presidente di Assomensana, Giuseppe Alfredo Iannocchiari. Secondo il professore, infatti “Cimentarsi in nuove imprese, come ad esempio aprire un profilo sui social media e imparare a fare cose che si pensavano impossibili da realizzare, è il primo passo per mantenere giovane il cervello“. In questo modo ci si allena, ci si mantiene svegli e vigili sul mondo che ci circonda.

Dunque, apprendere nuove attività a ogni età è la regola base per mantenere il cervello attivo anche durante il periodo di anzianità e scongiurare così possibili malattie come il Morbo di Alzheimer e il declino cognitivo o la demenza. In proposito, il professore ha aggiunto che: “Apprendere qualcosa di nuovo è una grande spinta all’attivazione cognitiva, si stimola un arricchimento delle reti neurali“. Internet è un piccolo passaggio virtuale verso il mondo che ci circonda e le persone anziane possono utilizzarlo per moltissime attività che, magari, richiedono dei viaggi che non possono essere affrontati.

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