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Amanda Lear rivelazioni hot: «Salvador Dalì? Era innamorato di me, ma era impotente, quindi …»

Amanda Lear, si sa, ama provocare. La sua ultima intervista rilasciata alla rivista Closer, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro disponibile al momento solo in Francia, Délires, non poteva certamente passare inosservata. La soubrette ha raccontato alcuni dettagli intimi della sua vita privata, le relazioni con i suoi tanti amanti e soprattutto quella con Salvator Dalì. 

Attualmente si dice single e a riposo «Ho chiuso il negozio! È tutto finito, l’ultimo è stato Manuel, un italiano, con cui ho vissuto per quattro anni e mezzo, oggi un uomo sposato e un padre affascinante e bravo! Potrebbe esserci qualcuno in futuro … Ma non è quello che ho in mente in questo momento!». Ferma, in pausa anche nel lavoro. L’attrice parla nel suo libro della sua vita lontana dalle scene, dopo ben 40 anni di attività: «Ho incarnato quattro corpi per sette anni. Il corpo ha bisogno di riposare. Vivo a casa, in Provenza, in mezzo ai miei ulivi e ai miei dieci gatti e dipingo. I miei amici sono tutti alcolisti, tossicodipendenti o ninfomani, è la mia terapia!».

Quando si parla con Amanda Lear di pittura non si può poi non toccarlo l’argomento Salvador Dalì, con cui lei ha fatto coppia per parecchi anni. Amanda Lear era la sua musa, il suo punto di riferimento. «Dali era innamorato di me, ma era impotente! Era innamorato non solo perché ero carina, c’erano molte modelle intorno a lui, ha trovato qualcos’altro in me, e non voleva un trio con la donna e l’amante, voleva che la mia presenza fosse ufficiale: “Quindi voglio sposarti,” disse, ma era già sposato con Gala e anche lui l’amava!». Quel dettaglio dell’impotenza colpisce, ma Amanda Lear durante l’intervista non si è scomposta affatto. Un rapporto non consumato dunque? Lei dichiara: «Ne parlava lui stesso dell’impotenza. Ha sempre detto: Non c’è niente da fare!».

A indignarla un’altra questione risalente a qualche anno fa: un’astrologa spagnola, che sosteneva che il pittore surrealista fosse il suo padre biologico, voleva farlo dissotterrare per richiedere il test del DNA per assicurarsene, nonostante la dichiarata impotenza di Dalì. «Ero scandalizzata. Ho detto agli spagnoli che il DNA di Dali esisteva già, e una squadra americana è venuta da me per autenticare alcuni dei suoi dipinti. Gli ho dato alcune camicie e lettere che mi aveva mandato lui. Il suo DNA fu perfettamente autenticato, non abbiamo dovuto scavare, è vergognoso!»

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