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Americana strangolata a Firenze: il racconto shock di come è morta

Il presunto assassino di Ashley Olsen, i cui funerali sono stati celebrati oggi, nega con forza di averla strangolata. Il 27enne senegalese è in carcere, ha ammesso di avere avuto un rapporto sessuale consenziente con la 35enne americana, ma ripete di non avere mai avuto intenzione di ucciderla. Cheik Diaw – il cui fermo è stato oggi confermato – ha raccontato di avere incontrato la ragazza in un pub venerdì notte 8 gennaio, a Firenze, e di avere accettato il suo invito ad andare a casa da lei.

I due alle 6,30-7,00 di sabato scorso avrebbero varcato l’ingresso dell’appartamento di via Santa Monaca, nel quartiere Santo Spirito, dove Ashley abitava. Lì avrebbero fatto uso di droga (che secondo il giovane africano la donna aveva in casa) e alcol, e dopo avrebbero consumato un rapporto. A quel punto la ragazza gli avrebbe sgarbatamente intimato di andarsene: “Vattene! Sta per venire il mio fidanzato, te ne devi andare” – ha raccontato il presunto killer – “mi ha trattato come un cane … mi ha spinto ed ho battuto il fianco sinistro … allora anche io l’ho spinta: Ashley è caduta ed ha battuto la testa. Così l’ho afferrata per tirarla su, ma non l’ho strangolata”.

Il senegalese clandestino ha inoltre detto di essere andato via dalla casa di Ashley alle 8,30, e che la ragazza stava male, aveva battuto la testa ma respirava, era viva, lo ha confermato anche il suo avvocato ai microfoni della trasmissione di Canale 5. “Io non ero lucido, avevo bevuto… ero ubriaco ma non l’ho uccisa”, ha ripetuto durante l’interrogatorio. La sua versione dei fatti però non convince gli inquirenti, che ritengono la ragazza sia stata strangolata, con una manovra “da dietro”. Forse Ashley non è morta subito dopo la colluttazione con il ragazzo, forse addirittura quando lui era ancora in casa, intorno alle 9,20, avrebbe cercato di fare una telefonata per chiedere aiuto: a provarlo il numero 1 composto due volte, vano tentativo di chiamare il 118 o il 112.

Oggi a Pomeriggio 5 si è parlato del caso, e del racconto fornito ai media dal fratello del presunto assassino, che dà del ragazzo una descrizione opposta a quella emersa finora: “Cheik era arrivato qui dal Senegal circa 4-5 mesi fa, aveva conosciuto una ragazza italiana, si erano fidanzati e si sarebbero dovuti sposare molto presto, sta studiando per diventare elettrotecnico. Non è possibile che volesse ucciderla. Io l’ho incontrato proprio venerdì ed era tranquillo …”.

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