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Amore e rispetto: fedeli si nasce

“Il mondo è bello perchè vario” recita un celebre proverbio; in effetti diversi sono i caratteri e le visioni della vita, i condizionamenti educativi e psicologici, il modo di subire le pressioni sociali, ma anche la predisposizione a essere più o meno avvezzi al tradimento. Come sempre, c’entra la genetica. A provarlo uno studio dei ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma che ha messo in evidenza il legame tra DNA e fedeltà di coppia.

Innanzitutto spighiamo cosa si intende per fedeltà: secondo Jacopo Valli, psicologo clinico e psicoterapeuta ad orientamento somatico analitico, “esistono due livelli di fedeltà, quella fisica e quella morale. Il tradimento sul piano fisico è però quello che viene avvertito maggiormente, in particolare dalle donne, sia per ragioni culturali che biologiche. Questo perchè la donna nel rapporto sessuale ha un coinvolgimento molto forte, più completo di quello maschile. L’infedeltà morale è invece a un livello più alto e ha implicazioni molto diverse e decisamente più profonde e che coinvolgono l’onestà e il rispetto nei confronti dell’altro”.

amore

I ricercatori svedesi hanno posto sotto osservazione  la variante genetica di un recettore della vasopressina, ormone dalle molteplici funzioni, in grado di influenzare anche i comportamenti sociali. Dallo studio di 2186 maschi adulti, sottoposti a ripetuti test e analisi della sequenza genetica del recettore dell’ormone vasopressina, è emerso che differenti versioni del gene sono legate a differenti inclinazioni nel rapporto di coppia: come a dire, in qualche modo, fedeli o infedeli si nasce.

 

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