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Ancona, “La ragazza è troppo brutta per essere stuprata”, assolti due giovani: vergogna e indignazione

Vergognose le motivazioni con cui la Corte d’Appello di Ancona ha respinto l’accusa di violenza sessuale su una 22enne peruviana, assolvendo i due giovani, condannati in primo grado. All’imputato principale “La ragazza neppure piaceva, – scrive il Collegio – tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo ‘Vikingo’ con allusione a una personalità tutt’ altro che femminile quanto piuttosto mascolina”. La condanna a cinque e tre anni di carcere, cui i due ragazzi erano stati puniti in primo grado, è stata di fatto annullata dalla Cassazione perché la ragazza era poco avvenente, “Come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare”, è il commento tra parentesi dei giudici.

Sentenza Cassazione, “Le parole sono un’ulteriore violenza”

A suscitare indignazione, oltre al fatto di per sé gravissimo, è la composizione della corte, formata da tre donne. “Bisogna evitare che nei processi l’uso delle parole possa costituire una forma ulteriore di violenza nei confronti delle vittime”, afferma il procuratore generale di Ancona, Sergio Sottani al Giornale Radio Rai.  “Ritenere che la mancata attrazione sessuale del presunto stupratore nei confronti della vittima possa rappresentare un elemento a sostegno della mancanza di responsabilità, credo debba essere evitato perché si rischia di appesantire lo stress cui la vittima è già sottoposta”, continua il pg che aveva impugnato la sentenza d’appello, poi annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione. Sarà, dunque, necessario un nuovo processo d’appello sul caso, che si svolgerà a Perugia.

Ancona, assoluzione giovani: l’indignazione delle associazioni

Intanto, la rete femminista Rebel Network e il Comitato Marche Pride insieme alle associazioni promotrici Agedo Marche, Arcigay Agorà Esna Consulenze di Genere Onlus, Uaar Ancona, Rete Chegender, Comunitas APS, GAP Urbino, Rebel Network, Amigay, Assist Associazione Nazionale Atlete, Arci Libero Spazio Stay Human, I sentinelli di Ascoli Piceno, Fabriano Arcobaleno, Uisp Pesaro e Urbino, Fabriano Arcobaleno, e a Cgil, Cisl e Uil delle Marche, cui si aggiunge la consigliera di parità per la provincia di Ancona esprimono indignazione per la sentenza: “Una simile vergogna in Italia merita, – scrivono – oltre all’annullamento della Cassazione una risposta collettiva da parte di cittadini, cittadine e associazioni e istituzioni a cui chiediamo di essere con noi nel flash mob cui l’11 Marzo daremo vita sotto la sede della Corte di Appello di Ancona in via Via Giosuè Carducci 3, alle ore 13.30. In un Paese dove qualcuno vuole sdoganare violenza sulle donne, omotransfobia e bullismo, scenderemo tutte e tutti insieme in strada per fermare questa barbarie, espressa in una sentenza. Il Paese che si riconosce e nella Costituzione e nel rispetto tra individui liberi non starà a guardare”.

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