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Ancora un suicidio di un giovane omosessuale a Roma

È successo di nuovo! Ed è successo ancora una volta nella capitale, il centro culturale e istituzionale dell’intero Paese.

Questa volta, a togliersi la vita è stato un ragazzo di 21 anni, omosessuale. Un ragazzo che ha deciso di farla finita gettandosi nel vuoto, in una lunga corsa che è partita dal settimo piano dello stabile, dove abitava con la famiglia, ed è terminato sull’asfalto omicida. Il palazzo è situato in via Casilina, nella zona di Torpignattara. Non uno sperduto paesino di qualche località di montagna dove, a volte, è più difficile vivere la propria diversità. Ma in quartiere noto di una Roma cosmopolita, la città dalla storia antichissima, culla di grandi civiltà, e che raccoglie diverse culture.

tor-pignattara

Ci ha provato due volte il giovane disperato, a levarsi la vita. Una prima volta la madre è riuscita a fermarlo in tempo. Poi, dopo poco tempo, il salto nel vuoto. Proprio come un suo coetaneo. Proprio come un altro giovane omosessuale, anche lui di Roma, due mesi prima.

Carabinieri ora indagano sulla vicenda. Vogliono capire chi o cosa abbia determinato nel ragazzo una tale disperazione da farla sfociare in questo tremendo gesto risolutivo. Si tratta solo di un personale disagio dovuto alla sua condizione di omosessuale o qualcuno, qualcosa lo ha condotto alla massima esasperazione?

Sembra che sul suo diario di Facebook era postata la seguente frase: “Perché insultare un omosessuale non è reato?”.

Già! Perché?

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