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Ancora un taglio al nostro rating per l’instabilità del governo

Non solo l’aumento dello spread ma anche un nuovo taglio al rating emittente a lungo termine, che ieri Fitch ha abbassato da “A-” a “BBB+”. Per ora invece resta stabile a “F2” il rating a breve termine.
Le motivazione della Fitch non fanno una piega. L’impossibilità di portare a termine le riforme relativa alla ripresa e l’esito incerto delle elezioni rischiano di impattare negativamente sull’economia reale. Di fatto i dati relativi al quarto quarter del 2012 evidenziano come la recessione potrebbe allungarsi a causa del netto calo del tasso di occupazione e di tutti i parametri che si riferiscono alla fiducia.

Se il PIL è calato del 2,4%, il massimo dal dopo guerra, l’agenzia di rating prevede un ulteriore calo dell’1,8%. Più di quanto Bankitalia ed altri importanti enti come l’Ocse e la Fmi abbiano predetto.
La preoccupazione di Fitch, come emerge dalla relazione, è che cresca a dismisura il rapporto tra debito pubblico e PIL fino a toccare il 130%, anni luce dai parametri UE.
Ovvio il nesso con l’aumento dei rischi finanziari che potrebbero scaturire da tale evenienza e gli sviluppi negativi sulle banche, già evidenziati dagli accadimenti che hanno coinvolto il Monte dei Paschi.
Fitch non ha fatto altro che allinearsi all’altra nota agenzia di rating “Standard & Poor’s” e l’Italia è adesso solo tre livelli sopra la zona “non investment grade”. Ancora peggio il rating di “moody'” (baa2) che è solo due step sopra il livello “junk”.

Photo Credit: MarcelGermain via Compfight cc

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