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Camilleri, il ricordo dell’editore che pubblicò il suo primo romanzo: «Allora come era lontano il successo…»

Ieri, 17 luglio 2019, si è spento all’età di 93 anni Andrea Camilleri, il papà de Il commissario Montalbano, una delle voci più autentiche del Novecento, straordinario inventore e grande sperimentatore tanto nella strutture linguistiche quanto narrative. E basta leggere una pagina qualsiasi scritta da lui per capire la particolare geometria dei suoi libri gialli, una struttura rigida, prefissata, una rete entro cui tutto doveva stare al suo posto, e il geniale uso del «vigatese», misto di siciliano e italiano. Un esordio letterario non proprio felice quello di Camilleri proprio perché l’impiego del dialetto era sgradito alla maggior parte degli editori, che non si sentivano di tenere a battesimo un’opera in cui c’erano parole come «cabbasisi» e «cammurìa».

«Mandai “Il corso delle cose” a tutti gli editori possibili e immaginabili ma per dieci anni nessuno lo volle pubblicare!»

Su “L’Espresso” si può leggere la testimonianza dello stesso Camilleri: «Mandai “Il corso delle cose” a tutti gli editori possibili e immaginabili ma per dieci anni nessuno lo volle pubblicare. Allora un mio amico, Dante Troisi – che era un giudice ma anche un importante sceneggiatore, autore del “Diario di un giudice” che allora scatenò un casino – mi disse: «Dato che non lo vogliono pubblicare, perché non ne fai uno sceneggiato televisivo? Te lo sceneggio io». «Va bene», risposi. Troisi era uno importante per cui l’operazione andò in porto velocemente. Prima della messa in onda dello sceneggiato, che si sarebbe intitolato “La mano sugli occhi”, uno di questi giornali che si occupano di programmazione tv, tipo “Sorrisi e canzoni”, pubblicò la notizia. Allora mi scrisse un editore a pagamento, Lalli, e mi disse: «Guardi, se lei nei titoli di testa o di coda scrive che il libro è pubblicato da me, io glielo stampo gratis». 

La Casa editrice Lalli ricorda Andrea Camilleri

E la redazione di “Notizie.it” ha contattato ieri proprio la casa editrice Lalli, quella che nel 1978 stampò Il corso delle cose. Fioranna Casamenti, la moglie del curatore, nonché titolare della casa editrice, Antonio Lalli, ha ricordato così l’incontro con l’autore: «Abbiamo incontrato Andrea Camilleri quando abbiamo pubblicato il suo primo libro di narrativa nel 1978. Si tratta de Il corso delle cose, un romanzo che all’epoca era già stato respinto da altre case editrici!», e ha svelato il motivo per cui scelsero di pubblicare il romanzo: «All’epoca avevamo una collaboratrice a Roma che è deceduta alcuni anni fa. È stata lei a presentarcelo e a occuparsene. Noi ci fidammo di lei e seguimmo il suo consiglio!». La coppia decise di scommettere su Camilleri, allora «sconosciuto», che fino a quel momento infatti– come si legge nella quarta di copertina del libro uscito nel 1978, al costo di tremila lire – era stato «regista di teatro, radio e televisione» e docente all’Accademia di arti drammatiche di Roma. Dopo l’uscita del libro ognuno prese la sua strada, non ci sono state altre collaborazioni, ma la titolare della casa editrice Lalli conserva di Camilleri un ricordo bellissimo: «Abbiamo trascorso diverse serate insieme. Siamo stati nella sua casa in campagna, qui in provincia di Siena (noi siamo di Poggibonsi). Con Camilleri si è creato un bellissimo rapporto. Era una persona buona, in gamba, molto umana!». 

Da “Il corso delle cose” a “Un filo di fumo”: l’esordio difficile da scrittore

Quell’esordio, benché faticoso, fece da stimolo allo scrittore siciliano (che a detta di Fioranna Casamenti «non si mostrò mai amareggiato o infastidito» per i rifiuti ricevuti dagli editori!): «Appena ebbi tra le mani l’oggetto libro mi venne una gran voglia – erano intanto passati dieci anni in cui non avevo scritto assolutamente nulla – di scrivere un altro romanzo. E così scrissi “Un filo di fumo”. Lo feci leggere al mio amico Ruggero Jacobbi, che pigliò il dattiloscritto e lo portò a Milano a Garzanti. Dopo una settimana ricevetti una telefonata da Garzanti che mi diceva che lo avrebbero pubblicato. E questo è il mio esordio da scrittore – si legge su “L’Espresso” – Diversi anni dopo rimisi le mani a “Il corso delle cose” secondo le indicazioni di Gallo e, in questa nuova versione, fu pubblicato da Sellerio. Nell’edizione Lalli si avverte ancora il lavorio del tentativo di commistione e di fusione di dialetto e italiano in una lingua terza». 

leggi anche l’articolo —> Andrea Camilleri, 5 cose che (forse) non sai sullo scrittore siciliano, autore de “Il commissario Montalbano”

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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