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È morto Andrea Camilleri: addio allo straordinario scrittore e maestro, autore de “Il commissario Montalbano”

È morto Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante italiano, una delle penne più felici del Novecento. Ha lavorato per anni in Rai, ha insegnato regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica e poi al Centro Sperimentale di Roma. Un risveglio terribile per i fan di Andrea Camilleri, che era stato ricoverato il 17 giugno 2019 all’ospedale Santo Spirito di Roma. Sin da subito le sue condizioni di salute erano apparse piuttosto gravi.

È morto Andrea Camilleri: addio allo straordinario scrittore e maestro, autore de “Il commissario Montalbano”

«Vorrei l’eutanasia, quando sarà il momento. La morte non mi fa paura. Ma dopo non c’è niente. E niente di me resterà: sarò dimenticato, come sono stati dimenticati scrittori molto più grandi», aveva affermato Camilleri, che amava talvolta esagerare, inventare e anche mentire. Del resto gli scrittori sono tutti in fondo dei grandi bugiardi e tutti sappiamo che i suoi libri – e non solo questo –sopravviveranno. Non lo dimenticheremo. Attaccato alla vita però Camilleri non mentiva quando diceva: «Mi viene voglia di prendere il viagra, di ringiovanire, pur di vivere ancora qualche anno, e vedere come va a finire». E vivremo noi per lui, orfani però del suo sguardo lungimirante, dell’intelligenza e della mordace ironia. Dovremo fare a meno di Camilleri, purtroppo, è così.

«Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie!»

Alle 8,20 del 17 giugno 2019 lo scrittore se ne è andato, lasciandoci sgomenti. Una perdita umana, prima che culturale. Autore bestseller famoso in tutto il mondo – è stato tradotto in oltre 120 lingue e ha venduto più di 10 milioni di copie di libri nel globo – Andrea Camilleri si stava preparando per essere allo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino alle antiche Terme di Caracalla, che avrebbe dovuto aver luogo il 15 luglio. «Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano!» aveva detto più volte Andrea Camilleri, che era nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. L’amore per la Sicilia era viscerale e lo ha accompagnato per tutta la vita. La fortunata serie tv di Raiuno, con protagonista Luca Zingaretti, ispirata ai suoi straordinari romanzi, ne è una prova lampante.

L’invenzione del vigatese: «Fu mio padre a darmi la chiave!»

I suoi libri di rara bellezza, che certamente hanno un debito significativo con Georges Simenon, autore assai amato da Camilleri, ma anche con Sciascia, Pirandello, Verga e i grandi siciliani, sono mirabili soprattutto da un punto di vista linguistico. Sull’esempio de Il partigiano Johnny di Fenoglio, Camilleri ha saputo creare un linguaggio unico, un misto di siciliano e italiano, che lui stesso spiegò così: «L’invenzione del vigatese è stato un percorso lungo, non so se sono abilitato a raccontarlo in poche righe. Ci ho messo anni. Avevo cominciato a scrivere in italiano ma sentivo di non riuscire a rendere tutto quello che volevo. Fu appunto mio padre a darmi la chiave quando mi disse che avrei dovuto scrivere il romanzo che avevo in mente esattamente per come glielo avevo raccontato. Così feci e quel primo tentativo, molto immaturo, lo portai a Niccolò Gallo, personaggio importantissimo della critica letteraria italiana, che su una serie di foglietti scrisse molti appunti, in cui mi rimproverava di non aver spinto il pedale verso la ricerca assoluta di un’autonomia di linguaggio. Niccolò voleva che io trovassi il mio linguaggio e mi disse: «Riscrivilo secondo queste indicazioni e io te lo pubblico!». Un intellettuale straordinario, un artista incredibile, un uomo generoso che ha portato una ventata di originalità nel panorama letterario del Novecento.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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