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Andrea Mura espulso da M5S: dopo la ratifica rischia sanzione da 100mila euro

Il deputato “in barca a vela” rischia di pagare molto salata la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle. Allontanato per assenteismo, Andrea Mura rischia infatti la sanzione finale prevista dallo statuto del gruppo parlamentare M5S per i deputati che si dimettono o vengono espulsi: 100mila euro. Ne ha parlato questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus l’avvocato Lorenzo Borrè, intervenuto a “Legge o Giustizia” programma condotto da Matteo Torrioli. Borré è il legale che con i suoi ricorsi contro le espulsioni, le sospensioni, gli statuti M5S votati online si è distinto ormai da lungo tempo come spina nel fianco del Movimento 5 stelle. Da ricordare soprattutto il suo ricorso avverso le “regionarie” del 2017 in Sicilia.

«La fattispecie dell’espulsione dal movimento – ha spiegato Borrè – è prevista dall’art. 21 dello Statuto del Gruppo parlamentare del M5S. Quindi dobbiamo puntualizzare che Mura è stato espulso dal Gruppo parlamentare e non dall’associazione. L’anomalia consiste nel fatto che il codice etico dell’associazione – costituitasi nel 2017- non prevedeva che l’assenteismo fosse una causa di espulsione, differentemente dal gruppo parlamentare che lo prevedeva. Al secondo comma dell’art. 21 dello Statuto del Gruppo invece, si asserisce che la reiterata e ingiustificata assenza dai lavori della Camera e del gruppo è causa di sanzione. Sanzione di tre tipi: richiamo, sospensione temporanea o espulsione».

avvocato lorenzo borrè

«Il problema è se ci siano stati dei richiami precedenti nel caso di Mura, e bisogna vedere se le assenze siano o meno giustificate e se attengano ai lavori della Camera e del Gruppo, che non ha lavorato moltissimo dal punto di vista legislativo. Peraltro mancherebbe, la ratifica dell’espulsione dai parte degli iscritti al M5S, cioè dovrebbe essere sottoposto a voto online. Anche se il quarto comma dell’art. 21 dello Statuto del movimento non è chiarissimo, poiché salvo il passaggio al gruppo parlamentare misto, si fa riferimento a casi eccezionali per l’espulsione, nonché su indicazione del capo del movimento politico 5 stelle. L’indicazione del capo politico del movimento non chiarisce se va applicata a ulteriori casi eccezionali o se costituisca l’ipotesi secondo cui si deve procedere alla votazione online».

Quanti regolamenti ci sono nella galassia del M5S? «A seguito della nuova costituzione della nuova associazione del 2017 si sono creati più regolamenti – ha aggiunto Borrè – Infatti, abbiamo lo Statuto, il codice etico, un ulteriore regolamento introdotto nel giugno 2018 dal Comitato di Garanzia relativo agli emolumenti dei parlamentari e poi gli Statuti dei vari Gruppi parlamentari. I gruppi parlamentari costituiscono associazioni autonome, con regolamenti interni pertanto devono dotarsi di uno Statuto perché previsto dal principio di autodichia delle camere. Lo Statuto del gruppo parlamentare richiama lo Statuto dell’associazione partito del 2017 e anche il codice etico».

Mura sottoscrive il codice etico che non disciplina l’ipotesi dell’assenteismo. Entra a far parte del Gruppo parlamentare M5S con un proprio Statuto che prevede l’assenteismo come fattispecie che giustifica una sanzione. «Bisogna vedere –  spiega Borrè – se sia giustificabile una sanzione, come l’espulsione, a fronte di un’assenza per i primi tre mesi della camera e bisogna verificare se Mura sia stato richiamato o meno. Questa è la sanzione massima, e pertanto ci dovrebbe essere un principio di gradualità prima di arrivarci. I nodi potrebbero venire al pettine qualora il Gruppo parlamentare volesse passare all’incasso della sanzione finale da 100mila euro prevista dall’ultimo comma dell’art. 21. L’incasso della sanzione avviene sia per abbandono volontario della carica parlamentare sia in caso di espulsione. Allo stato attuale, non si capisce se sia necessaria la ratifica della votazione online o meno. E in più noi non sappiamo quale sia stato il parere del Comitato Direttivo del Gruppo parlamentare stesso, che interviene su sollecitazione del presidente del Gruppo».

Ma su tutta la vicenda resta (forte) il sospetto di una campagna montata contro il velista. «Sulla vicenda ci sono state varie fake news – ha detto all’Ansa Mura – La notizia secondo cui avrei il 97% di assenteismo è totalmente falsa e infondata: la mia presenza fino al 19 luglio è pari al 59%, basta vedere i dati ufficiali della Camera dei Deputati. Poi non è vero che sto veleggiando perché la mia barca è ferma dal 30 settembre 2017. A fronte di questa tempesta mediatica violentissima il Movimento mi ha ingiustamente abbandonato in mezzo al mare».

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