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Andrea Stival, la sua vita frantumata da Veronica Panarello: intervista esclusiva di UrbanPost al suo avvocato, Francesco Biazzo

di Michela Becciu – L’omicidio del piccolo Lorys Stival è stato uno dei recenti casi di cronaca nera che più ha sconvolto l’opinione pubblica. Ve lo abbiamo raccontato in questi anni, cercando di dare luce ad ogni aspetto di questa drammatica vicenda.

C’è però un punto di vista che ancora non avevamo approfondito: quello di Andrea Stival, l’allora suocero di Veronica Panarello, che la donna accusa dell’omicidio del figlio. Il fascicolo a carico del nonno di Lorys, com’è noto, è stato stralciato e l’uomo riconosciuto completamente estraneo ai fatti. Veronica tuttavia ha affrontato il ricorso in Cassazione contro la condanna d’Appello a 30 anni di reclusione portando avanti la medesima tesi, senza arretrare di un passo. In attesa della sentenza prevista per il prossimo novembre, UrbanPost ha avuto il piacere di intervistare il dottor Francesco Biazzo, legale difensore di Andrea Stival.

È stato uno scambio molto interessante, che ha posto la vicenda sotto una nuova luce, quasi ‘inedita’, e svelato un aspetto da sempre sotto gli occhi di tutti, ma trascurato: la verità dei fatti oggettivi che avrebbe permesso una quasi repentina risoluzione di un caso giudiziario divenuto, invece, spinoso e ad oggi non definitivamente chiuso. Andrea Stival, nonostante il basso profilo sempre tenuto, è stato suo malgrado ‘inghiottito’ da un processo mediatico mai voluto né alimentato in alcun modo. Ora vi raccontiamo il punto di vista di chi ha subìto tale accusa infamante, e si è ritrovato la vita frantumata dall’oggi al domani. Una vicenda giudiziaria, quella in oggetto, che gli ha dato finora ragione, ma da cui però nessuno uscirà vincitore. Perché questa brutta storia, purtroppo, ha lasciato solo macerie.

Un’inchiesta e due processi non hanno fatto chiarezza sul perché Veronica Panarello abbia ucciso il figlio né tanto meno sulla tardiva chiamata in correità del suocero. Quante volte il suo assistito si sarà chiesto il senso di ciò, il perché Veronica abbia voluto fargli tanto male…

“Perché? In realtà si tratta di un motivo di una semplicità abnorme. Nel senso che Stival era l’unica persona contro cui la Panarello poteva rivolgere la sua accusa.  Avevano un normale rapporto parentale tra suocero e nuora … lei, attenzione, fa tutta una serie di dichiarazioni cercando di scagionarsi. A un certo punto l’unico soggetto che lei indica come omicida è Stival: lo fa nell’estremo e ultimo tentativo di scagionarsi perché non ha altre alternative. È un dato di fatto che il piccolo Lorys si trova a casa quando viene ucciso, che a casa c’era Veronica Panarello, che Lorys viene ucciso senza opporre resistenza. Poiché casa sua non era sostanzialmente frequentata da altri soggetti ‘papabili’, ma solo dal suocero, l’unico soggetto che poteva accusare di avere ucciso Lorys e di averne occultato il cadavere chi poteva essere se non il suocero? Se avesse accusato ‘Mario Rossi’ nessuno le avrebbe creduto. Tra l’altro Lorys era un bambino sospettoso e diffidente, bisognava (nell’ottica della Panarello) trovare una persona ‘credibile’ da accusare. Inoltre è fondamentale sottolineare che ad imbeccare la Panarello su questa accusa fu una trasmissione televisiva che – e questo è anche un dato processuale – esattamente una settimana prima fece l’ipotesi del suocero … Veronica conosce benissimo gli atti processuali quindi lei modificava di volta in volta le sue dichiarazioni sulla base degli atti processuali e trasmissioni televisive. E se proprio vogliamo dirla tutta, non ci dimentichiamo che prima la Panarello accusa la madre … Attenzione, quindi”.

All’inizio per depistare le indagini volle indurre gli inquirenti ad ipotizzare l’azione delittuosa di un fantomatico pedofilo

“Sì. Perché non c’era motivo di far ritrovare il bambino con i pantaloni abbassati. Da quel momento poi chiamò in causa altrettanti presunti nemici del marito Davide … Lei dice tutta una serie di cose per depistare le indagini, poi a un certo punto gliele sconfessano e lei ricomincia a cambiare … Infine l’ultima versione che potesse essere in qualche modo plausibile – e che secondo lei poteva dare un movente ‘alla Beautiful’ – è quella del suocero. Altro elemento che è stato sconfessato sotto tutti i punti di vista, ma che lei ha usato perché suo estremo e unico tentativo di salvarsi”.

Veronica ha voluto distruggere la sua famiglia

“In realtà il loro era un rapporto familiare ormai logoro, perché lei sa bene che ormai il suocero la accusa: a un certo punto chiamano Davide e Andrea Stival per mostrar loro tutte le immagini dei percorsi in macchina di Veronica …”

Infatti in casa ci fu  un’accesa lite tra Andrea Stival e la Panarello

“Sì ci fu una lite perché sia Davide che Andrea si rendono conto che Veronica aveva detto tutta una serie di falsità e a quel punto incominciano entrambi ad avere il sospetto. Tanto è vero che in una situazione particolare litigano, perché Andrea Stival manifesta i suoi sospetti e lei da quel momento inizia ad allontanarsi da Davide e Andrea insieme”.

Se non ci fossero state le telecamere a smantellare il racconto di Veronica …

“La situazione sarebbe stata complicatissima, sì. Le telecamere sono state fondamentali in questa vicenda. Comunque la totale esclusione del coinvolgimento di Andrea Stival è un dato oggettivo fornito dalle stesse telecamere: non lo si vede né entrare né uscire da quella casa né il giorno dell’omicidio né quello prima … “.

Si è parlato tanto della sua presenza di fronte al Vanity House non riferita agli inquirenti

“Come ha indicato la sentenza, in realtà, quel video è indicativo del fatto che lui non era lì al momento del delitto ma circa un’ora dopo. Tanto sono oggettivi questi dati, che i giudici di primo e secondo grado hanno mandato gli atti alla Procura per il reato di calunnia; hanno riscontrato una oggettività nella falsità delle dichiarazioni della Panarello così forte da escludere anche il dubbio. È una accusa che proviene direttamente dalla magistratura e non dalla difesa, attenzione. La omissione di Stival è stata ingigantita dalla stampa perché non è che Stival non dice solo quello … Viene sentito all’una/due di notte dello stesso giorno dell’omicidio. Andare ad individuare di preciso tutto quello che ha fatto nelle ore precedenti è complicato … tra l’altro neppure gli era stato chiesto. Gli era stato domandato ‘Cosa ha fatto’ quel giorno. Si tratta di manipolazioni suggestive create artatamente dalla stampa”.

L’accusa puntò molto, nel primo grado, sulla presunta sagoma umana sospetta nell’auto guidata dalla Panarello

“La sagoma è una cosa che è stata sviscerata anche a livello tecnico e non solo interpretativo: quella è in realtà una deformazione dei pixel perché sono stati allargati. Ma la prova più importante è un’altra, attenzione, perché c’è un’altra telecamera di un impianto di video sorveglianza privato, che inquadra la macchina da un’altra prospettiva e si può constatare che nei sedili posteriori non c’è nessuno. L’auto è assolutamente vuota”.

Colpisce il perseverare di Veronica nel ribadire la sua versione dei fatti, seppur non surrogata da elementi oggettivi. Le minacce di morte a Stival dopo la sentenza d’Appello, la teatralità del suo atteggiamento dinnanzi le telecamere in aula

“È tutta una situazione, anche lì, molto spettacolarizzata . A cosa è servita se non ad aggravare ancor più la sua situazione?”

Non si trova spiegazione logica al suo comportamento, nonostante  le perizie psichiatriche abbiano stabilito la sua salute mentale

“Nei delitti tra familiari in cui, come in questo caso, la vittima è un bambino così piccolo, andare a trovare un movente logico è tecnicamente impossibile. Quando una madre uccide un figlio piccolo, inerme, non possiamo – tecnicamente – trovare un movente logico e né si può dire, così, ‘era pazza’. Il fatto che manchi un movente logico non significa che la Panarello era incapace di intendere e di volere”.

Nel ricorso in Cassazione la difesa ha chiesto una nuova perizia psichiatrica per la Panarello

“Ma la perizia, per chi l’ha letta in maniera a-tecnica, si fonda su dei dati oggettivi molto importanti che nessuno può andare a scardinare. Noi abbiamo una persona che sin dall’inizio – spoglia Loris dopo il delitto etc – già incomincia a depistare, butta lo zainetto che non si trova più, va al corso di cucina e senza che la direttrice le dicesse nulla va a dire ‘scusi il ritardo ma ho dovuto accompagnare Lorys a scuola’. Perché non dice ‘mio figlio’ oppure cita il nome del secondogenito? Si prefigura l’alibi e depista da subito. Poi dice ‘mi veniva da vomitare perché sentivo l’odore della ricotta’, ma la direttrice dice che lì non hanno mai cucinato perché si cucina nel piano di sotto. Tutto ciò per far vedere che era affranta … Un soggetto incapace di intendere e di volere non può fare una cosa del genere. Questi sono dati oggettivi macroscopici e non solo esclusivamente di carattere psichiatrico. Quando Veronica Panarello fa la sceneggiata del ‘Ti regalerò una rosa’, è stato un bivio che sostanzialmente l’ha rovinata, perché chi è in grado in qualche modo di imitare non è tecnicamente una persona che può reputarsi incapace di intendere e di volere.

Veronica ha chiesto, anche nel ricorso in Cassazione, un confronto all’americana – finora negatole – con suo suocero. A cosa servirebbe? Andrea Stival come lo affronterebbe?

In Italia il confronto all’americana si può avere solo in un caso: quando vi sia un contrasto tra le dichiarazioni di due parti, ma soprattutto nel caso di due prove che non siano in qualche modo già chiare. Dinnanzi a dei dubbi vengono messe a confronto. Ma in questo caso su cosa si dovrebbero confrontare?”

Forse Veronica pensa, trovandoselo di fronte, di potere incalzare Andrea Stival e metterlo in difficoltà

“Non avrebbe nessun valore tecnico. Perché – torno a ripetere – qui abbiamo delle prove oggettive. E comunque noi lo abbiamo detto fin dall’inizio: il mio assistito non ha mai temuto confronti, non ha mai temuto nulla. Quando c’è la verità sostanziale c’è anche, normalmente, quella che è la verità processuale”.

Veronica sarà processata per calunnia nei confronti dell’ex suocero

“Noi non abbiamo mai querelato Veronica Panarello, perché lo ha fatto con la trasmissione agli atti direttamente il giudice. La denuncia per calunnia è arrivata contestualmente alla sentenza d’Appello ma si tratta di due procedimenti distinti; il fascicolo di Stival è stato archiviato indipendentemente dalla calunnia”.

Una vicenda giudiziaria che darà ragione ad Andrea Stival, certo, da cui però nessuno uscirà vincitore. Questa brutta storia ha infatti lasciato solo macerie e tristezza

“Noi abbiamo dovuto querelare migliaia di persone che su Facebook andavano a contrastare sia Stival ma anche le sentenze, i pubblici ministeri. I processi dovrebbero essere celebrati dentro le aule di tribunale, ma nel nostro caso purtroppo non è stato così. Io sono, ovviamente, favorevole al diritto di cronaca ma secondo me la cronaca deve intervenire nei processi solo quando poi si arriva ad una sentenza. Andrea Stival a livello sociale è ‘morto’. Veronica Panarello si è macchiata di due assassinii: uno, quello principale, è di Lorys, l’altro è quello di Stival Andrea. A livello sociale lo ha ucciso. Molti continueranno ad additarlo in ogni caso come quello che è coinvolto nella vicenda, anche se è stato dimostrato che non è così”.

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