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Anemia: nuovo farmaco potrebbe evitare le trasfusioni ai malati

Un nuovo farmaco potrebbe aiutare pazienti anemici affetti da sindromi mielodisplastiche a evitare le continue trasfusioni. Il medicinale è stato appena provato dopo la presentazione dei dati al Congresso Europeo di Ematologia di Madrid. A soffrire di questa malattia sono almeno 3 mila persone persone in Italia e l’età media dell’insorgenza è di 65 anni.

Il nuovo farmaco, chiamato epoetina alfa originator, sarebbe in grado di modificare il 75 per cento del sangue, evitando ai pazienti di doversi sottoporre a trasfusioni continue per il resto della loro vita. Come ha spiegato il professor Agostino Cortellezzi, docente di Ematologia all’Università degli Studi di Milano: “Nelle sindromi mielodisplastiche, il midollo osseo non funziona più a dovere: è come un albero che ogni giorno produce frutta, riversando i nuovi eritrociti, globuli bianchi e piastrine nel sangue per sostituire le cellule senescenti. In caso di aplasia midollare l’albero-midollo non produce più frutta, nelle leucemie la produce distorta e mostruosa, nelle mielodisplasie ne produce tanta che però marcisce sull’albero: il risultato è un midollo ricco di elementi e un sangue povero di cellule, soprattutto globuli rossi“.

I pazienti, fino a oggi, dovevano sottoporsi a continue sedute di trasfusioni al fine di mantenere livelli stabili di emoglobina. Il problema, però, nasce dagli effetti collaterali di questa pratica: spesso i livelli di emoglobina non rimangono comunque stabili e si rischia un eccesso di ferro, condizione non favorevole per molti organi del corpo. Per questo motivo si utilizza anche una terapia ferro-chelante che però ha effetti collaterali sull’organismo. Il nuovo farmaco potrebbe evitare tutto questo e ora l’epoietina potrebbe essere utilizzata anche in altri ambiti, come ictus o eventi cerebrovascolari nei neonati.

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