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Angelo Russo a Vieni da Me: “Non avevo soldi, vivevo con i nomadi”

Non è la prima volta che Angelo Russo, per tutti l’agente Catarella di Montalbano, parla della sua vita passata tra difficoltà e sacrifici. Ospite nel salotto di Vieni da me, l’attore siciliano racconta la sua esperienza a Caterina Balivo e, partendo dal gioco della cassettiera, spiega di non aver mai letto i romanzi di Camilleri prima di fare il provino per la serie tv. Era il 1999 quando Angelo entrò a far parte del cast de Il commissario Montalbano che, oggi, descrive come una vera e propria famiglia. E proprio riguardo la sua famiglia di origine Angelo racconta gli episodi più commoventi.

Angelo Russo Vieni da me, “Sono scappato di casa per non lavorare”

“Ragusa Roma fu la mia prima uscita, – rivela Angelo Russo ai microfoni di Caterina Balivo ero scappato da casa perché mio padre mi voleva costringere a lavorare a trovare un mestiere, ma io non volevo fare nient’altro che l’attore e mio padre scherzando mi diceva sempre: ‘Ma perché non ti droghi come tutti gli altri?’ Sono nato per scherzo e la mia vita è stata tutto un gioco”. Giunto a Roma, Angelo si aspettava probabilmente di poter realizzare subito il suo sogno: “Mi sono fiondato a Cinecittà e ho detto che volevo fare un provino, ma lì mi dissero che non si facevano provini. Mi cadde il mondo addosso così andai alla Stazione Termini dove mi sedetti sconvolto”.

Angelo Russo, a Vieni da me il racconto della sua vita da “nomade”

Fu proprio quel no sbattuto in faccia a dare una svolta alla vita di Angelo Russo che prosegue: “Mi offrì una sigaretta un ragazzo nomade, un rom che mi fece mangiare e mi diede posto in cui dormire nelle sua roulotte, con la sua famiglia. Sono stato quasi un mese con loro”. Un periodo in cui Angelo non sentiva la sua famiglia, dove tornò poi – dopo qualche tempo – con il grande dolore di non aver avuto successo. Ma Russo si è subito rimboccato le maniche sebbene oggi, in cuor suo, un rammarico è rimasto: “L’unico rimpianto che ho – spiega l’amatissimo Catarellaè che non ho potuto far vedere a mio padre che alla fine un po’ di successo l’ho avuto. Prima di Montalbano facevo delle serate di cabaret, facevo di tutto per farmi largo e per campare con quei pochi soldi che avevo”.

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