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Animazione Giapponese: la Storia dello Studio Ghibli in un Documentario

Studio Ghibli è un nome che gli amanti dell’animazione giapponese conoscono benissimo. Si tratta dello studio cinematografico fondato nel 1985 dal regista e animatore Hayao Miyazaki, autore dei più bei cartoni animati arrivati anche nelle nostre sale come La città incantata o Il castello errante di Howl.

Finora per conoscere la storia e i retroscena di questo “mondo delle meraviglie” l’unico sistema era quello di guardare i film che realizzano e i rari making-of che si accompagnano ad alcune delle pellicole; altrimenti organizzare una visita in Giappone al Museo Ghibli.
Quest’ultima non è un’opzione economica e la prima è limitata. La via di mezzo potrebbe arrivare a breve. E’ in fase di realizzazione un documentario dal titolo “The Kingdom of Dreams & Madness” che svelerà i retroscena e il processo di realizzazione che sta dietro a due nuovi film in produzione.

Probabilmente la scelta di realizzare questo documentario nasce dal fatto che per la seconda volta dalla sua nascita, lo Studio Ghibli quest’anno distribuirà due film in contemporanea.
La prima volta era il 1988 e i film erano Il mio vicino Totoro e Una tomba per le lucciole.
Quest’anno si tratta di Si alza il vento e The Tale of Princess Kaguya.

La regista Mami Sunada, autrice dell’acclamato Ending Note: Death of a Japanese Salaryman sta dirigendo il documentario che seguirà 3 pilastri dello Studio Gibli durante il loro lavoro.
Ovviamente il primo è il maestro Miyazaki mentre lavora al film Si alza il vento, che dovrebbe arrivare anche nelle nostre sale quest’anno.
Il secondo è il regista Isao Takahata che sta seguendo il suo nuovo progetto The Tale of Princess Kaguya; infine la telecamera va ad indagare anche gli aspetti della produzione con il lavoro di Toshio Suzuki che segue di entrambi i progetti.

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Il documentario sicuramente uscirà in Giappone in autunno, in concomitanza con il film di Takahata mentre non sappiamo ancora la data di distribuzione europea.

La regista lo scorso anno è stata premiata per la realizzazione del suo 36° documentario. Durante la cerimonia ha spiegato che stava già lavorando ad uno script di fantasia per il suo prossimo film ma quando le è stato proposto il documentario sullo studio Ghibli si è sentita onorata a prendervi parte.
Sunada ha spiegato anche lo strano titolo: ha usato la parola “follia” perchè

“Penso che avere un sogno implica avere un po ‘di follia, non importa quale sia la professione.”

Da parte di quei “matti” del Ghibli c’è stato grande entusiasmo e collaborazione, oltre allo stupore per la professionalità e discrezione mostrati dalla regista. Spiega Miyazaki che

“Mami sembrava invisibile come l’aria mentre seguiva il nostro staff negli studios; ha filmato tutto e tutti come una presenza silenziosa permettendo al personale di procedere nel lavoro senza interruzioni di alcun genere”.

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