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Anis Amri morto: “Non ho documenti ma sono di Reggio Calabria”

“Non ho documenti ma sono di Reggio Calabria.” così Anis Amri, il giovane tunisino autore dell’attentato di Berlino e ucciso nella notte a Sesto San Giovanni, si sarebbe giustificato durante il posto di blocco. La speranza era quella di riuscire a ‘esulare’ i controlli delle forze dell’ordine. Ma non ce l’ha fatta. Anis Amri, nel corso della sua vita, ha vissuto in Sicilia prima di trasferirsi in Germania.

—> COSA SAPPIAMO SU ANIS AMRI

Come raccontato dal Questore di Milano durante la conferenza stampa Anis Amri, invitato a svuotare lo zainetto, ha infilato la mano dentro il suo bagaglio e ha estratto la pistola con la quale ha cominciato a sparare ferendo alla spalla Christian Movio. A quel punto l’altro agente, Luca Scatà, che era a qualche metro di distanza dal tunisino, ha premuto il grilletto della sua pistola d’ordinanza e lo ha ferito mortalmente.

—> LA SOLUZIONE DI BEPPE GRILLO 

Amri si è accasciato sull’asfalto ma non è morto all’istante, hanno detto i due poliziotti che nel frattempo avevano dato l’allarme alla loro centrale operativa, chiedendo rinforzi che sono arrivati subito dopo. Nello zainetto Anis Amri non aveva nulla di particolare: uno spazzolino, un dentifricio e un sapone da barba. Durante la fuga dalla Germania verso l’Italia si era disfatto anche del suo telefonino.

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