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Ankara: torna il velo in Parlamento

Per la prima volta in 90 anni quattro deputate si sono presentate all’Assemblea di Ankara con indosso il tradizionale velo islamico. Un gesto che fa cadere un simbolo politico forte della Repubblica laica turca.

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Già nel 1999 la neodeputata del Partito islamico della Virtù (Pf, vietato nel 2001, predecessore dell’Akp di Erdogan) Merve Kavakci si era presentata alla cerimonia del giuramento indossando il ‘turban’, il velo turco. Immediata fu la reazione, con urla e fischi, tanto che la Kavakci venne subito  espulsa.
Quello che è successo ieri, invece, ha segnato profondamente la storia della Repubblica. Alcuni giornalisti infatti hanno parlato di una vera e propria ‘giornata storica’ per la Turchia. Rispetto al 1999, oggi i deputati laici sono molto più moderati nelle proteste e, malgrado qualche grido ostile, hanno accolto le quattro deputate velate, le quali hanno partecipato indisturbate – e anzi applaudite – ai lavori della seduta.

Si può far rientrare questo episodio tra quella serie di iniziative che il governo di Erdogan, al potere dal 2002, ha attuato per far cadere quelle opere volute da Ataturk – padre della Repubblica – per laicizzare le istituzioni, facendo controlli a tappeto sul commercio e il consumo di alcool e costruendo migliaia di nuove moschee.

 

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