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«Anna Maria Franzoni è innocente»: l’avvocato Carlo Taormina difende il “processo mediatico”

«La Franzoni per me è innocente. Servono inchieste giornalistiche come per Rosa e Olindo. Io saprei come farle ma ormai non mi interessa più». E’ sicuro Carlo Taormina nel commentare la ritrovata libertà della sua ex assistita Annamaria Franzoni, che ha scontato 13 anni di reclusione per l’uccisione del figlio Samuele, delitto per il quale si è sempre dichiarata innocente. Taormina è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è Desta”, trasmissione dell’emittente universitaria Radio Cusano Campus, per ribadire l’importanza dell’informazione sui casi giudiziari più controversi.

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L’importanza del processo mediatico

«Oggi il caso non è chiuso nell’opinione pubblica che ancora si divide tra innocentisti e colpevolisti –  ha detto Taormina parlando di Annamaria Franzoni – Questo è il frutto di quanto fatto sul piano mediatico che è stato secondo me importante e necessario. La pubblica accusa sferrava attacchi mediatici in modi forti ed incisivi per cui, come accade nei tribunali, serviva una controffensiva mediatica della difesa. Questo era necessario. Alla lunga si è capito che i processi mediatici devono essere fatti. Del resto, se l’accusa attacca mediaticamente la difesa non può che fare altrettanto. Esiste un processo nelle aule ed uno nelle televisioni. Quest’ultimo ha un’importanza molto forte. Questa giustizia non funziona, l’80% degli italiani non ha fiducia nella magistratura. Se non ci fossero giornalismo d’inchiesta e mediaticizzazione dei processi chi controllerebbe questi magistrati che fanno il bello ed il cattivo tempo?»

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Annamaria Franzoni, Italia divisa tra innocentisti e colpevolisti

Se una metà dell’Italia pensa che la Franzoni sia innocente, l’altra metà pensa che gli anni che lei ha scontato siano pochi. «Questo è il risultato della mia opera – afferma Taormina ai microfoni della radio romana – È vero che ci sono stati altri avvocati ad assisterla. Il processo di primo e secondo grado l’ho fatto io ed ho fatto tre scelte fondamentali. La prima è stata quella del giudizio abbreviato che ha evitato l’ergastolo. La seconda è stato chiedere le attenuanti generiche con il processo d’appello e la terza è stato chiedere la perizia psichiatrica. Tutto ciò ha portato ai 16 anni di cui 3 condonati. A volte  gli avvocati fanno i miracoli. Insomma, uccidere un figlio e fare dieci anni, cosa che dal punto di visto sociologico si può discutere, sul piano giudiziario per un avvocato è un miracolo».

Franzoni innocente e il parallelismo con Rosa e Olindo

“Secondo me la Franzoni rimane innocente –  ha concluso Carlo Taormina – I magistrati non hanno fatto il loro dovere in quel processo non approfondendo le piste alternative. È stata condannata sulla base di un materiale probatorio assolutamente inadeguato e mai più utilizzato successivamente. Una pista alternativa l’ha indicata la famiglia. Ho anche un documento scritto nel quale risulta questa cosa. Ho cercato di capire, sulla base del materiale probatorio che si acquisiva, se ci fossero le conferme di quelle affermazioni della famiglia. Servono inchieste giornalistiche come per Rosa e Olindo. Io saprei come farle ma ormai non mi interessa più.»

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