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AnnoUno: Marino “Stiamo ricostruendo la città”, Lotito apostrofa i bambini africani

Serata piuttosto animata quella di ieri su La7. Ospite d’eccezione per confrontarsi con i 20 ragazzi in studio su disagio sociale, immigrazione e periferie il sindaco di Roma Ignazio Marino, che si difende: “Abbiamo trovato una città disastrata, dateci il tempo di cambiarla”. Scia di polemiche per la frase del presidente della Lazio Claudio Lotito, che per difendere il presidente della Fgic Carlo Tavecchio dalle accuse di razzismo dice: “Ha costruito due ospedali nel Togo e adottato dei cosi”. Tra l’ilarità e l’imbarazzo generale Lotito nega di aver detto “cosi” e accusa: “Ci sono anche problemi d’udito”.

La puntata era stata aperta dall’editoriale di un Michele Santoro– duce, in cui il giornalista aveva indossato i panni di un Benito Mussolini risorto e si era scagliato contro i neofascisti, colpevoli di aver tradito la tradizione e l’ideologia fascista (ad esempio alleandosi con i separatisti della Lega). In onda tanti reportage dalle zone infuocate della capitale, da Tor Sapienza all’immenso campo rom di Ponte Nona, fino a Torpignattara: il sindaco si dice per il superamento dei campi nomadi e per dare una possibilità a tutti gli uomini e le donne che vogliono lavorare e vivere nella legalità.

Ho trovato una città infestata dal clientelismo– accusa- e ho intrapreso un percorso per cambiarla e sanarne i debiti, che ammontano a più di un miliardo di euro”. Alemanno si sente chiamato in causa e twitta: “Marino prova a fare lo scaricabarile”. Il sindaco della capitale però si dice fiducioso: “Quando sono andato a Tor Sapienza a parlare con i residenti ho convinto quattro di loro a seguirmi nel centro di accoglienza per parlare con i ragazzi– racconta- e alla fine due di loro si sono addirittura abbracciati. Quello di cui abbiamo bisogno è il dialogo”. A dirla tutta, Marino ci mette la faccia e si difende bene. Quantomeno è l’unico a masticare un po’ di politica in mezzo a uno studio dove la retorica si taglia a fette.

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