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AnnoUno, Vauro a Storace: “La prossima volta dirò ai miei compagni di mirare meglio”

AnnoUno, durissimo scontro tra Vauro e Francesco Storace, ex presidente della regione Lazio. “La prossima volta dirò di mirare meglio” è la risposta del vignettista toscano all’affermazione del leader de La Destra, che pochi istanti prima aveva detto: “I tuoi compagni mi hanno sparato, per poco mi uccidevano”. Poi Vauro cercherà di rimediare, dicendo da subito come la sua fosse una battuta e chiedendo infine scusa a Storace e stringendogli la mano.

Senza alcuna intenzione di giustificare una frase infelice c’è però da dire che la “battuta” di Vauro arriva in un momento caldissimo della trasmissione, subito dopo che Storace si era espresso in onore e in memoria di tutti i ragazzi fascisti che sacrificarono la propria vita negli anni di piombo. Ricordando come le bombe delle stragi di quegli anni fossero “bombe fasciste”, Vauro rincara la dose: “Lei chiede da politico alla politica di fare luce sui rapporti con la mafia? E’ stato per anni in politica, come faceva a non sapere nulla? Voi offendete anche i ragazzi che credono in voi!”. “Stai zitto, idiota” sarà la risposta di Storace.

Lo scontro tra i due alla luce della domanda che percorre tutta la puntata di AnnoUno, “Mafia Capitale” appunto, e che chiede ai telespettatori e agli ospiti in studio se quella romana sia un’organizzazione criminale nera o trasversale ai partiti: risponderà “trasversale” la maggior parte delle persone da casa anche se i giornalisti in studio e in collegamento tenteranno una ricostruzione precisa svelando come questa nuova mafia che tiene in scacco la politica e gli impartisce gli ordini (e non, come era sempre successo, li esegue), abbia una chiara matrice fascista. “E’ nato tutto dal mondo dell’eversione di destra– spiega il giornalista dell’Espresso Lirio Abbatee Carminati, ex Nar, si è perfezionato ed ha creato un’organizzazione criminale potente, in grado di inquinare l’economia legale”. E punta il dito contro Storace: “Anche lei, come tutti gli altri suoi colleghi, non poteva non sapere: se un politico vive il proprio territorio non può restare all’oscuro di certe trame, di alcuni nomi”.

Come non poteva non sapere l’ex sindaco di Roma: “Il distratto Gianni Alemanno, come ha fatto a non accorgersi che aveva speso 5 milioni di euro per un campo nomadi che rimaneva una discarica umana?– chiede il giornalista Carlo Boninie ancora: si sarà chiesto perché in questa città i migranti alloggiassero in 8 in stanza fatiscenti per cui il Comune spendeva 2500 euro al mese, o no?”.

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