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Anticipazioni Le Iene 5 maggio 2013: Giuliano Pisapia intervistato sulle “sale da gioco” denuncia lo Stato

Questa sera, domenica 5 maggio, Le Iene proporranno un servizio di denuncia contro il fiorire senza posa a Milano di locali piene di “macchinette”, divenuti sempre più delle sale gioco, si estende, così, a macchia d’olio la ludopatia (considerata ormai a pieno titolo una patologia che affligge coloro i quali dipendono dal gioco d’azzardo). Intervistato da le Iene il sindaco della città meneghina Giuliano Pisapia che si impegna a contenere questa preoccupante diffusione di strumenti che conducono molti sul lastrico, alienandoli dalla normale realtà; ecco uno stralcio dell’intervista che andrà in onda stasera.

pisapia sala da gioco

Iena: Sindaco, è mai possibile che l’Italia e Milano siano invase dalle sale giochi?
Giuliano Pisapia: “Ci vuole assolutamente un intervento e l’intervento deve essere legislativo.”
Iena: Perché legislativo?
Pisapia: “Perché i comuni purtroppo non hanno nessun potere e la legge non permette al Comune, al Sindaco di porre dei limiti quanto a materia che dipende dal Questore e dal Ministero degli Interni.”
Iena: Il comune qualcosa potrà fare?
Pisapia: “Il comune può intervenire quando la malattia c’è, ad esempio con una serie di interventi educativi nelle scuole, aiutando le famiglie ad aiutare un padre, un figlio, un marito, ma quando spesso è troppo tardi. Quindi su questo ci stiamo mobilitando, perché non può prevenire. Invece qua c’è bisogno di prevenzione più che di repressione.”
Iena: E in concreto che cosa chiedete?
Pisapia: “I Sindaci devono poter decidere sugli orari e sulla locazione, sull’ubicazione e sulla necessità effettiva che ci siano luoghi dove persone rovinano se stessi e la loro famiglia. Questo oggi non è possibile.”

Iena: Quindi in pratica non fate niente.
Pisapia: “Posso dire che abbiamo tentato con un’ordinanza di limitare il tempo di apertura e di aumentare i controlli sulle cosiddette case da gioco, ma il TAR ci ha dato torto.”
Iena: Torto? E perché?
Pisapia: “La legge non permette al Comune, al Sindaco di porre dei limiti quanto a materia che dipende dal Questore e dal Ministero degli Interni.”
Iena: E perché non collaborate col questore allora?
Pisapia: “Ma il Questore è anche limitato da un provvedimento legislativo che prevede la liberalizzazione.”
Iena: Cioè?
Pisapia: “Oggi c’è purtroppo una legge che permette a ognuno di aprire le sale e i negozi che vuole, e il questore può intervenire solo se ci sono motivi di ordine pubblico o altri motivi di carattere generale.”
Iena: Mi sta dicendo che c’è una legge per cui fra un anno in Piazza Duomo ci potrebbero essere 50 sale slot?
Pisapia: “Questo è un rischio. Ma io spero proprio di no, perché come sindaci che si sono messi insieme stiamo spingendo perché il Parlamento approvi una legge che dia ai sindaci la possibilità di decidere se e quando dare l’autorizzazione all’apertura delle sale da gioco e soprattutto sui controlli di chi può accedere a queste sale da gioco.”

Giuliano Pisapia si scaglia contro un malcostume di liberalizzazione totale che pare ignorare i danni gravissimi del gioco d’azzardo e del suo proliferare: “A Milano ci sono state decisioni e processi in cui il Comune di Milano si è costituito parte civile rispetto ad associazioni mafiose che guadagnavano anche con questi metodi orribili, sono luoghi dove le persone si rovinano.” Ricordando inoltre allo Stato che i soldi che tale fenomeno porta nelle casse italiche vengono poi nuovamente spesi per pagare l’assistenza sanitaria a coloro i quali che si ammalano a causa di questa dipendenza. Insomma se non vogliono smuoversi per un ottimo motivo etico lo facciano in virtù dei conti che non tornano.

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