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Antonino Drago, militare dell’Esercito morto in caserma: intervista alla sorella Valentina

Antonino Drago era un giovane italiano, appena 25enne, che si arruolò nell’Esercito come volontario presso la caserma ‘Camillo Sabatini’, 8° Reggimento Lancieri di Montebello, dopo aver conseguito una laurea in Scienze criminologiche e dell’investigazione all’Università dell’Aquila. Il sogno di fare carriera nelle Forze Armate però è terminato la mattina del 6 luglio del 2014, quando il suo corpo senza vita fu ritrovato in un piazzale vicino agli alloggi dei militari, all’interno della caserma.

Le circostanze in cui il giovane Antonino è morto non convincono del tutto, ed è per questo che i suoi familiari stanno combattendo in nome della verità, per far sì che episodi come questo non accadano ancora. Proprio a riguardo, Urbanpost.it ha intervistato la sorella Valentina che, assieme ai suoi cari, è l’artefice di varie manifestazioni per ottenere giustizia.

Chi era Antonino Drago e cosa voleva fare ‘da grande’?

“Mio fratello Tony era un ragazzone timido, bello, discretissimo, sensibile, sempre sorridente. Parlava poco, ma quando apriva bocca faceva ridere tutti con le sue battute ironiche, acute. Aveva il dono dell’ascolto e dell’osservazione, non gli sfuggiva nulla. Mangiava tanto, fumava troppe sigarette, era fissato con le forze dell’ordine. Amava i bambini, i cani, pescare, parlare dialetto, passare le serate chiacchierando con i suoi tanti amici.

Non gli ho mai fatto la domanda sul perché volesse fare il poliziotto. Forse non ce n’era neanche bisogno. I poliziotti, quando sono bravi, sono persone prima di tutto umili e generose. Tony infatti non si è mai sentito superiore a qualcuno. Non l’ho mai sentito vantarsi nonostante la sua bellezza. Avevo l’impressione che tutte le ingiustizie gli dessero fastidio. I suoi più grandi miti erano Falcone e Borsellino, e anche lui se ne è andato nello stesso modo. Lavorando, mentre inseguiva il suo sogno.”

Come ha reagito la sua famiglia e come è cambiata la vostra vita senza Antonino Drago?

“A parte le reazioni “fisiologiche” che ci riguardano tutti durante un lutto, di incredulità, rabbia, sofferenza, ogni persona reagisce a modo suo, e la mia famiglia non ha fatto eccezione. Sono sicura che ognuno di noi ha il cuore pieno della presenza di Tony, ma le reazioni dopo una perdita così enorme sono state e sono tuttora diverse. Banale dire che la nostra vita è stata rovinata, sfregiata, ma è così. E per “nostra” intendo anche quella dei suoi amici, in pratica un’altra famiglia di Tony.

Mia madre e suo marito Alfredo hanno lottato fin dal 6 luglio 2014 per arrivare alla verità – con degli sforzi di natura emotiva, economica e legale che li rendono dei veri e propri “comandanti dell’esercito di Tony”, come mi piace chiamarli. Io ho sempre cercato il contatto con i suoi amici e anche con alcuni ex commilitoni, perché adoro condividere ricordi di Tony, dato che qualcuno mi ha impedito per sempre di parlargli ancora. La famiglia della sua ex ragazza condivide il nostro dolore ed è per noi, ormai, una seconda famiglia. Il dolore, comunque, non serve a niente. E una morte così non migliora proprio nessuno: può solo spingere a combattere, perché la sorte di mio fratello non tocchi ad altri ragazzi e ragazze in caserma.”

Come sarebbe avvenuto il suicidio di Antonino Drago?

“Secondo loro, Tony si sarebbe lanciato dal terzo piano di una finestra del bagno (inagibile, cioè, doveva essere sigillato invece era “zona franca” per fumare) di una palazzina, nella caserma Sabatini. Avrebbe usato una sedia per scavalcare un davanzale alto più di un metro. Tutto questo, sempre secondo loro, poco prima delle 5:30 del mattino.”

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Per l’Esercito si tratta di suicidio ‘riconducibile ad un disagio di natura privata sentimentale’. L’ipotesi non è convincente secondo la famiglia di Antonino, perché?

“Niente convince nelle loro ipotesi. Tony non era depresso: aveva firmato pochi giorni prima per un altro anno da volontario nell’Esercito, si era preparato le camicie per montare in servizio il giorno dopo, era andato in discoteca venerdì sera, stava risparmiando per venirmi a trovare in Brasile dove abito, e aveva le ferie già programmate per il 2 agosto. Stava solo passando un periodo di “turbolenza” normale con la fidanzata. L’autopsia è stata eseguita malissimo, se di proposito o meno non lo sappiamo, ma mancano gli esami tossicologici e istologici, manca l’orario presunto della morte, non è indicata la causa stessa della morte.

A parte questi motivi psicologici, esiste tutta una serie di prove che mi fa male elencare, ma tra queste le più importanti sono l’impossibilità che il corpo si trovasse a 5 metri dalla finestra, molte ferite incompatibili con una caduta in avanti (lesioni sul retro della testa), delle abrasioni sulla schiena (profonde, non graffietti) che risalgono al 3 luglio. Infatti, Tony aveva detto a un testimone anonimo di aver subito aggressioni notturne nella sua camerata, riconoscendo due dei suoi commilitoni. Solo che in Italia nessuno dice quanto l’ambiente di alcune caserme sia pesante, e nessuno se la sente di parlare di nonnismo.”

Come state combattendo per ottenere la verità sul caso? È presente anche un vero e proprio comitato su Facebook, di cosa si occupa?

“Combattiamo con tutte le nostre forze, perché dobbiamo compensare il “vuoto” in cui lo Stato ci ha lasciati – almeno finora. E la forza principale è quella dell’amore per Tony. Il Comitato si occupa di divulgazione del caso e di raccolta fondi per le spese legali. Forse chi non ha mai avuto a che fare con una situazione come la nostra, infatti, non ha idea di quanti soldi siano necessari per avvicinarsi alla verità. Mia madre e mia zia creano degli oggetti in casa, che vengono offerti a chi si iscrive al Comitato “Verità per Tony”. Questi oggetti vengono esposti durante alcuni eventi pubblici a Siracusa, o semplicemente vengono offerti tramite passaparola “reale” e virtuale.

Alfredo, in pratica il secondo papà di Tony, sostiene mia madre e gestisce tutti i documenti sul caso. Io mi occupo invece delle “pubbliche relazioni” del Comitato, dei contatti con la stampa e la televisione, della divulgazione su Facebook. I nostri avvocati ci sono sempre stati vicini, lavorando con la tenacia di chi sa che un giorno abbatteremo un muro di silenzi e viltà. Poi, ovviamente tutti gli amici-membri del Comitato, insieme alla redazione di “Chi l’ha visto?” e al prof. Charlie Barnao, fondamentali per le indagini, ci aiutano nell’informazione: basta condividere la storia di Tony per continuare a fare passi in avanti.”

Come ti piace ricordare Antonino Drago?

“Dico sempre che a me non basta ricordare Tony: io vivo Tony e lui vive in me. Esiste ancora un legame tra noi che neanche i suoi assassini sono riusciti a spezzare: lo stesso sorriso, lo stesso umorismo, la sua energia e gioia di vivere che continuano attraverso la mia, di vita. Credo che nel cuore di ogni persona che ha avuto la fortuna di conoscerlo, sia rimasto intatto questo ragazzo solare e silenzioso, che non potremo mai smettere di amare. Sono sicura che lui ci sorvegli, ci dica come andare avanti, come cercare di vivere senza rancore, nella giustizia. Adesso aspetto un bambino, e non vedo l’ora di potergli parlare di suo zio, poliziotto dei cieli: infatti mi piace immaginarlo al mare, abbronzato, in un posto dove le sigarette e i panini non finiscono mai, e da cui riesce a vedere cosa facciamo noi che gli vogliamo bene.”

Una storia straziante quella di Antonino Drago, che non può rimanere irrisolta. Chiunque volesse dare una mano per giungere alla verità o volesse mostrare il proprio sostegno alla sua famiglia, può, innanzitutto iscriversi al Comitato “Verità per Tony” presente su Facebook, ed eventualmente fare una piccola donazione, per la raccolta fondi e le spese legali e divulgative. Di seguito le coordinate bancarie:

INTESTAZIONE: Verità per Tony – Banco Popolare (Siracusa, agenzia 1 – Dip. 2341)

NUMERO CONTO: 002150

CODICE IBAN: IT02L0503417101000000002150

CODICE SWIFT: BAPPIT21P41

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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