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Antonio Di Pietro torna in aula con la toga di difensore dell’Idv

Antonio Di Pietro rimette la toga al processo di Napoli che vede tra gli imputati l’ex premier Silvio Berlusconi. Il Presidente del partito Italia dei Valori sarà anche il difensore di parte civile del suo partito. Fuori dall’aula Di Pietro ha dichiarato ai cronisti : “sarò il difensore di coloro che chiedono giustizia -ha poi aggiunto- difenderò i miei clienti soltanto nel merito, non mi devono chiedere trucchi e trucchetti che lascio agli azzeccagarbugli di turno”.

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L’ex senatore non ha risparmiato nel suo colloquio coi giornalisti una stoccata all’avvocato Niccolò Ghedini, per il quale si profila la possibilità di essere ascoltato come teste nel processo di Napoli. Secondo Di Pietro: “Bisogna riflettere sulla possibilità che chi ha conoscenza dei fatti possa anche assistere e difendere. Anch’io mi trovo in questa situazione, perché sono a conoscenza di fatti: la mia toga oggi sta a significare anche questo, o facciamo gli avvocati o i testimoni”.

È passato del tempo, ma in realtà non è la prima volta che il fondatore dell’Idv veste la toga di avvocato. Già nel 2002 Di Pietro ha esercitato la professione legale. Difese il suo amico Pasqualino Cianci, accusato di uxoricidio. Dopo qualche tempo però, si dimise dall’incarico passando a fare l’avvocato della parte civile avversaria a Cianci. Questo cambio di parte costò a Di Pietro la condanna a tre mesi di sospensione dall’esercizio della professione forense per infedele patrocinio. Condanna confermata nel 2010 dalla Corte di Cassazione a sezioni unite.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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