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Antonio Ingroia: “Dobbiamo avere fiducia in uno Stato costruito da tutti noi”

Dottor Ingroia, la legalità crea legame o è un legaccio?

La legalità è un legame sano, un valore che permette il vivere civile, un collante. Bisogna avere fiducia che ci può essere uno Stato a cui noi tutti possiamo partecipare, non come ente diverso da noi, ma fatto con il nostro contributo. Il valore della legalità ci può tenere uniti”

Antonio Ingroia all'IPSIA Enrico Ascione

Vuole utilizzare la sua esperienza di ex magistrato e di uomo delle istituzioni in funzione educativa rivolta ai giovani?

Certamente si. Sin dai tempi in cui facevo parte dell’ordine giudiziario, mi piaceva stare in mezzo ai giovani studenti, perché considero la scuola e le giovani generazioni come il punto di partenza di un grande cambiamento culturale che è il presupposto fondamentale per sconfiggere la mentalità mafiosa che, invece, è centrata sulla cultura della violenza e della sopraffazione. A scuola i ragazzi oltre che i contenuti possono apprendere che la legalità fa diventare la società più giusta, più eguale, oltre che più aperta ed accogliente verso i più deboli”.

Passando alla stretta attualità, qual è la sua opinione sulla clamorosa affermazione elettorale del PD di Matteo Renzi?

Questo successo elettorale non mi entusiasma più di tanto, perché il premier si è mostrato distratto e poco attento sul tema della lotta alla mafia. Eccetto che nell’occasione offertagli dalla sollecitazione di Roberto Saviano con la sua lettera aperta, a cui ha dovuto rispondere. Ovviamente sospenderei il mio giudizio, sperando di ravvedermi difronte ad un suo impegno attento e incisivo sui temi della lotta al crimine organizzato”.

Lei ha fondato il movimento “Azione Civile”: come vi state muovendo nello scenario attuale?

Azione Civile è un movimento vivo di tante persone che in questa competizione elettorale hanno dato il loro sostegno all’esperienza della lista Tsipras del cui risultato sono molto entusiasta, perché ci incoraggia a costruire un fronte ampio, inclusivo, democratico, che vada al di là della contingenza. Una soggettività che faccia tornare l’entusiasmo di occuparsi di politica

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