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Antonio Logli condanna Cassazione: Roberta Ragusa, ricostruiti ultimi atroci minuti di vita

Omicidio Roberta Ragusa: perché secondo la Cassazione il marito Antonio Logli le ha tolto la vita? Per soldi. Non voleva separarsi perché avrebbe subito un duro contraccolpo economico. Da 8 anni aveva un’amanteSara Calzolaio, al tempo baby sitter dei suoi due figli – ma non aveva mai manifestato l’intento di lasciare la moglie, titolare della Autoscuola ‘Futura’ che gestivano insieme. La vittima era infatti “intestataria di quote della società” e gestiva l’attività di famiglia, “sicché in caso di separazione avrebbero dovuto trovare regolamentazione i suoi diritti di socia e di soggetto coinvolto nella gestione dell’impresa”.

Antonio Logli e Roberta Ragusa

Roberta Ragusa: la Cassazione ricostruisce i suoi ultimi istanti di vita

Emergono nuovi particolari sulle motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha confermato per l’uomo la condanna a 20 anni di reclusione inflitti in primo e secondo grado. Così i giudici hanno ricostruito l’antefatto del delitto avvenuto a Gello di San Giuliano Terme (Pisa) la notte fra il 13 e 14 gennaio 2012. Antonio Logli “Mentre la moglie stava compiendo ordinarie attività domestiche prima di coricarsi, avendo già indossato l’abbigliamento da notte descritto dalla figlia Alessia, [Logli] si era ritirato in soffitta ed era stato impegnato in tre conversazioni con la Calzolaio, l’ultima delle quali, iniziata alle ore 00.17, si era interrotta bruscamente”. Poi Roberta Ragusa uscì di casa nel cuore della notte: “Lei aveva improvvisamente abbandonato l’abitazione senza indossare altri indumenti, né prelevare oggetti di qualsiasi tipo”. Quindi la conclusione della Suprema Corte è solo una: “L’unica spiegazione possibile e ragionevole è che fosse stata indotta a ciò da una forte emozione e da un forte timore per la propria incolumità dopo avere avuto la certezza, spiandolo, che il marito avesse ancora una relazione con un’amante e che costei fosse proprio l’amica e collaboratrice”.

Loris Gozi e moglie supertestimoni processo Logli

Roberta Ragusa: inseguita in strada e uccisa

Scoprire che l’amante del marito fosse la giovane baby sitter, che lei credeva sua amica, fu per Roberta Ragusa uno shock devastante. Così continuano i giudici: “Il Logli, accortosi della fuga della moglie per i campi, senza essersi coricato a letto, era uscito a bordo della sua Ford Escort e si era posizionato lungo la via Gigli in luogo in cui aveva ritenuto di poterla intercettare, ove era però stato visto e riconosciuto dai coniugi Gozi-Gombi nonostante il tentativo di nascondere il volto con la mano. Consapevole di ciò aveva fatto rientro a casa, distante da quel punto appena 700 mt., ove aveva lasciato in tutta fretta l’auto sul vialetto e prelevato l’utilitaria Citroen C3 della moglie e si era recato nuovamente in via Gigli, ove aveva effettivamente incontrato la Ragusa, tanto che il cane molecolare aveva fiutato traccia della sua presenza”. Loris Gozi è stato il testimone chiave dell’inchiesta, lui e la moglie collocarono Logli in via Gigli in una fascia oraria (dopo la mezzanotte) durante la quale l’uomo ha sempre detto di trovarsi a casa, intento a dormire. Logli, secondo la ricostruzione, si accorse dunque di essere stato visto dal vicino di casa e cercò di dissimulare quel loro fugace incrocio di sguardi.

Sara Calzolaio e Antonio Logli

Roberta Ragusa, le urla disperate nella notte, poi la fine

Infine una furibonda lite e l’omicidio, la cui modalità è tutt’oggi ignota. Il cadavere di Roberta Ragusa non è stato mai ritrovato, la sua fine può dunque solo essere ipotizzata: “Logli aveva litigato con lei e l’aveva costretta a forza a salire sull’auto venendo visto e sentito dal Gozi, mentre la Gombi aveva percepito le grida dalla sua abitazione senza poter comprendere da chi provenissero. Abbandonato il luogo in tutta fretta, l’aveva quindi condotta in altro luogo rimasto ignoto per poi sopprimerla con modalità anch’esse non potutesi accertare e farne sparire definitivamente, almeno sino ad ora, il corpo”. Per i giudici Antonio Logli avrebbe cercato di allontanare da sé i sospetti e distogliere le indagini dalla sua persona”, e l’inchiesta ha accertato diverse anomalie nel suo comportamento: “l’omessa partecipazione alle ricerche della moglie e la riluttanza a divulgare le sue fotografie, fino all’eliminazione del giubbotto indossato nella serata precedente, sottratto volutamente agli accertamenti di polizia e mai più rinvenuto”.

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