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Ape pensioni news 2016: che cos’è, per chi è gratuito od oneroso e quali sono le incognite

Tra le misure che il Governo prevede di inserire nella Legge di Stabilità c’è anche l’anticipo pensionistico, più noto come Ape: strumento che consentirà di accedere anticipatamente alla pensione (fino ai tre anni e sette mesi prima, rispetto ai requisiti stabiliti dalla legge), permettendo l’uscita dal mondo del lavoro a 63 anni anziché 66 anni e 7 mesi. Una sorta di prestito pensionistico, da restituire nei 20 anni successivi, di cui i primi a poterne usufruire saranno i lavoratori nati tra il 1952 e il 1954.

Come anticipato nelle scorse settimane, l’Ape non sarà gratuito per tutti. E’ allo studio un “Ape social” totalmente a carico dello Stato (quindi senza alcuna penalizzazione per il lavoratore) riservato ad alcune particolari categorie, ovvero a disoccupati di lungo corso, lavoratori addetti a mansioni usuranti, invalidi e parenti di primo grado di invalidi. Oltre ad appartenere a una delle suddette tipologie di lavoratori, per accedervi sarà necessario percepire una pensione la cui entità non è stata ancora quantificata nel dettaglio: così come riportato da Repubblica.it, l’esecutivo avrebbe proposto l’Ape gratuito per chi ha una pensione fino a 1.300 euro lordi (poco più di 1.100 euro netti). Soglia non condivisa dai sindacati (che avevano voluto alzarla ai 1.500 euro lordi), e quindi tuttora in fase di trattativa.

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L’Ape volontario riguarda chi sceglie di allontanarsi volontariamente dal mondo del lavoro, e quindi una platea consistente di pensionandi. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, in questo caso le penalizzazioni potrebbero aggirarsi sul 6% per ogni anno di anticipo. A Radio Anch’io il Sottosegretario Tommaso Nannicini avrebbe parlato di un costo “significativo”, anche se “più basso rispetto a quello che circola sui giornali”: tuttavia, come dichiarato nel corso della conferenza stampa di ieri, non è ancora possibile parlare di numeri nel dettaglio perché bisogna aspettare Legge di Bilancio e programmi attuativi. Come mostrano le proiezioni sull’Ape? Secondo quella di Progetica pubblicata da Repubblica.it, il rischio è che i lavoratori nati nel 1954 (esempio di lavoratori dipendenti con una pensione lorda mensile di 1.600 euro) usufruendo dell’Ape possano arrivare a percepire appena 811 euro al mese nei 20 anni del rimborso.

Nei casi di crisi o ristrutturazione aziendale, infine, ci sarebbe un’ultima tipologia di Ape: quella concordata con l’azienda quando l’impresa è in corso una riorganizzazione ed emergono eccedenze. Chi pagherà in quest’ultimo caso? Le aziende che hanno liquidità, oppure si ricorrerà a fondi bilaterali.

In apertura: Image Credits martaposemuckel/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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