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Ape social 2017: come funziona? Scadenze e modalità di richiesta

Ape social 2017: scadenze

 

L’Ape sociale prevista dall’art 179 della Legge di Bilancio 2017, insieme all’Ape volontaria e all’Ape aziendale, garantisce la pensione anticipata di almeno 3 anni e sette mesi rispetto ai requisiti previsti dall’attuale normativa previdenziale. Il decollo dell’Ape è subordinato all’adozione dei decreti attuativi che dovrebbero vedere la luce prima del 1° maggio 2017, data ultima prevista dalla legge di Bilancio 2017 per l’entrata in vigore della misura. I punti che restano incerti sono: la definizione del tasso fisso per accendere il prestito pensionistico erogato dalle banche e quello del premio assicurativo, il cui costo complessivo non dovrebbe superare la soglia del 30%. I lavoratori attendono che Governo, Abi e Ania siglino un protocollo d’intesa. Nelle schede illustrative pubblicate dall’Inps si legge a proposito dell’Ape social:  “L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata. Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 intesa ad agevolare la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ed è soggetta a limiti di spesa”

Ape social 2017: chi sono i beneficiari?

I lavoratori che potranno usufruire dell’Ape sociale sono:
1. I disoccupati che non percepiscono più da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione. La situazione di disoccupazione deve essersi verificata in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.
2. I soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave.
3. Gli invalidi civili con una invalidità pari o superiore al 74%.
4. I lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente gravoso compreso in queste tipologie:
• Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni • Conciatori di pelli e di pellicce • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante • Conduttori di mezzi pesanti e camion • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

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Ape social 2017: requisiti

A differenza di quella volontaria, l’Ape social è a carico dello Stato, per tutti è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti per beneficiare dell’Ape sociale:
➢ Avere compiuto 63 anni di età.
➢ Avere maturato 30 anni di contributi, o 36 anni per i lavoratori che svolgono attività rischiose.
➢ Il diritto alla pensione di vecchiaia deve essere maturato al massimo entro 3 anni e sette mesi.
➢ non essere titolari di alcuna pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità
Infine è possibile accedere alla misura solo se si cessa qualsiasi attività lavorativa anche autonoma. L’indennità verrà erogata ogni mese per 12 mesi l’anno, fino all’età stabilita per l’accesso alla pensione di vecchiaia e fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. In ogni caso, per accedere all’Ape il lavoratore deve presentare domanda, che verrà esaminata ed eventualmente accolta se le risorse impegnate sono dentro lo stanziamento di 300 milioni di euro per l’anno 2017, 609 milioni di euro per l’anno 2018, 647 milioni di euro per l’anno anno 2019, 462 milioni di euro per l’anno 2020, 280 milioni di euro per l’anno 2021, 83 milioni di euro per l’anno 2022 e 8 milioni di euro per l’anno 2023. Nel caso in cui si dovesse verificare che lo stanziamento annuale non sia bastevole per soddisfare le richieste degli aventi diritto al beneficio, l’indennità verrà corrisposta in maniera differita attraverso un ordine di priorità fissato con successivo DPCM.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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