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Api: l’estinzione continua vertiginosamente

Il Colony Collapse Disorder è davvero preoccupante: si tratta della continua moria delle api, che, a partire dal 2007, registra dati davvero preoccupanti. Non se ne sente molto parlare, eppure tutta l’Italia, insieme al mondo intero, è colpito dalla morte delle api: il loro numero è infatti diminuito del 40% per cento. La nazione più colpita è la Spagna, dove la popolazione delle api è calata di più dell‘80%. La situazione è pesante e se si cerca un colpevole, allora le accuse cadranno su pesticidi ed altre sostanze velenose utilizzate in agricoltura che provocano diversi malori alle api e favoriscono la diffusione di un parassita killer di questi insetti: la varroa.

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Secondo un rapporto del World Watch Institute un terzo degli alveari di ape domestica è già scomparso e la stessa sorte tocca alle specie selvatiche. Eppure cosa sarebbe un mondo senza questi preziosi insetti? Le api, infatti, sono una risorsa importantissima per la natura, dato che l’impollinazione dei fiori che esse compiono è anche una risorsa economica fondamentale per l’intera economia mondiale: tale estinzione, infatti, sta provocando un danno, a causa della mancata impollinazione, di dieci miliardi di euro annui.

Per non parlare di cosa causa in natura la minore impollinazione per la diminuzione delle api: si avranno sempre meno fiori, frutti, verdura e miele. Un primo rimedio sarebbe quello di evitare di usare insetticidi a base di neonicotinoidi. Questa classe di insetticidi penetra omogeneamente nella pianta trattata, raggiungendo anche il nettare e il polline e risulta fatale per le api, poiché i neonicotinoidi bloccano il passaggio degli impulsi nervosi per le api. Le cose sono davvero preoccupanti e ad avvertirci era già stato Einstein, secondo cui senza api l’uomo potrebbe sopravvivere a stento quattro anni.

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