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Appalti EXPO 2015: 7 arresti eccellenti e intercettazioni clamorose

Ci sono voluti 200 finanzieri per mettere luce su un ramificato giro di tangenti in Lombardia che ha portato all’arresto di 7 persone. Tra loro spiccano nomi eccellenti legati all’Esposizione universale del 2015 e a Mani Pulite. Le accuse sono di associazione per delinquere e turbativa d’asta. EXPO, sanità e nucleare: sono questi gli ambienti dove operavano gli arrestati. A giostrare l’indagine sono stati i PM Gittardi e D’Alessio, coordinati da Ilda Boccassini e del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

expo 2015 paesi partecipanti

Il primo nome a finire sulla lista degli inquirenti è quello del top manager di Expo, Angelo Piras, 48 anni. Da quanto è emerso dalle indagini, Piras avrebbe truccato due appalti legati all’Esposizione di Milano: quello per la costruzione della casa delle delegazioni straniere e quello sulle cosiddette “vie d’acqua”. Ecco come avrebbe agito: una volta venuto a conoscenza dell’apertura delle gara d’appalto, Piras avrebbe avvertito altri due arrestati, in modo tale da accaparrarsi il lavoro e una percentuale della tangente. I due coinvolti sono Primo Greganti, conosciuto già ai tempi di Mani Pulite come Compagno G. Il nome di battaglia gli è stato dato ai tempi in cui Greganti era cassiere del Partito Comunista Italiano. Il secondo arrestato è Gianstefano Frigerio, ex segretario regionale della DC, poi passato a Forza Italia. Piras, Greganti e Frigerio avrebbero gestito illecitamente appalti dell’EXPO, ma anche legati alla sanità lombarda e al nucleare. Gli inquirenti hanno scoperto anche il modo in cui Compagno G e Frigerio si intascavano i soldi: il primo emetteva contratti di consulenza, mentre il secondo preferiva i contanti. Una volta assegnati gli appalti sarebbe entrato in scena anche il quarto arrestato.

Quest’ultimo è il costruttore Enrico Maltauro che avrebbe vinto una delle gare d’appalto truccate. In sottofondo, poi, altri tre personaggi, tutti finiti in manette: Sergio Catozzo, considerato dagli investigatori il tuttofare di Frigerio; Luigi Grillo e Antonio Rognoni, quest’ultimo legato a Infrastrutture Lombarde. L’inchiesta dalla Guardia di Finanza è partita da una precedente indagine riguardo gli accordi tra ‘ndrangheta e sanità lombarda. Da essa si è poi staccato il filone che ha portato i 7 arresti di stamane. Ma il caso è tutt’altro che chiuso, visto che gli inquirenti parlando di “intercettazioni clamorose”.

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