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Appendicite e tonsillite, niente più chirurgia: la cura è in pillole

Farmaci mirati e diagnosi precoci sempre più diffuse hanno fatto sì che patologie quali appendicite e tonsillite non vengano curate con il metodo più invasivo dell’intervento chirurgico, piuttosto con terapie alternative. Curare le infiammazioni per mezzo di terapie antibiotiche, infatti, nella maggioranza dei casi evita al paziente di entrare in sala operatoria.Appendicite

Un grande passo avanti per la Medicina, anche grazie a metodi diagnostici molto più raffinati rispetto al passato: “In Italia oggi si fanno circa 60mila operazioni di questo tipo all’anno ma i numeri degli anni Ottanta sono sconosciuti. La situazione comunque non è molto diversa dalla quella della Francia, dove in una trentina d’anni, fino al 2012, si è passati da 300mila operazioni a 83mila. Un calo del 72%”, ha scitto Michele Bocci su Repubblica. 

Nei soggetti con problemi alle tonsille, si interviene con cure antibiotiche efficacissime contro lo streptococco, già alla comparsa dei primi problemi che causano disturbi del sonno, ha spiegato Giovanni De Vincentiis, dirigente del reparto otorino-laringoiatrico del Bambin Gesù di Roma. L’esperto ha poi confermato la riduzione del ricorso agli interventi chirurgici nella cura dei disturbi a tonsille e adenoidi: “Fino a 10-12 anni fa facevamo 1.500 interventi l’anno, oggi siamo a 800. Un dato italiano generale non c’è ma negli Usa dagli anni Cinquanta ad oggi sono scesi da un milione e mezzo di operazioni a mezzo milione”.

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