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Apple, Coca Cola, Google e quei 1,4 trilioni di dollari nei paradisi offshore

Apple, Google ma anche Coca Cola: le tre multinazionali sono solo alcune delle 50 big company che avrebbero nascosto 1,4 trilioni di dollari nei paradisi fiscali tra il 2008 e il 2014.

Dopo lo scandalo Panama Papers, arriva una nuova denuncia contro 50 tra le più importanti big company del mondo: Apple, Google ma anche Coca Cola, IBM e General Motors, questi solo alcuni dei nomi presenti nella denuncia firmata da Oxfam, una delle più grandi organizzazioni non governative specializzata in aiuti umanitari ma anche impegnata nella sensibilizzazione dei cittadini affinché chiedano ai propri governi un maggior impegno nella difesa e nella promozione degli interessi dei più povere e vulnerabili.

Broken at the Top, questo il nome del rapporto che fa tremare ben 50 grandi e celebri industri con sede negli USA: ma cosa contiene? Nel rapporto, l’organizzazione denuncia la presenza di 1,4 trilioni di dollari nascosti nei paradisi fiscali al fine di pagare meno tasse nel loro Paese. Ancora una volta abbiamo la prova di un abuso massiccio e programmatico del sistema fiscale mondiale. Non possiamo andare avanti con un modello in cui i ricchi e potenti non pagano la loro giusta quota di tasse, lasciando il conto sulle nostre spalle. L’epoca dei Paradisi fiscali deve finire” ha detto Robbie Silverman di Oxfam: in particolare, sembrerebbe che le 50 big company abbiano spostato parte dei capitali in posti quali le Bermuda o le Isole Cayman per ridurre la pressione fiscale dal 35% a circa il 26,5%.

(Foto: Yabresse/Shutterstock)

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