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Approvato il decreto “anti femminicidio”, pene più dure per coniugi violenti

Questa mattina il Consiglio dei ministri, dopo due ore di riunione, ha finalmente approvato il “decreto anti femminicidio”, che assicura alle donne una maggiore tutela contro le violenze domestiche. Al via dunque nuove leggi in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, ma soprattutto sulle donne sempre più vittime e sempre meno tutelate. Il premier Letta commenta con un tweet a seduta in corso: “L’avevamo promesso. Lo facciamo”.

Il Presidente Letta in occasione della conferenza stampa ha poi spiegato spiegato i 12 articoli che compongono il nuovo decreto: Abbiamo approvato un decreto molto agile che interviene su temi essenziali. C’era bisogno nel nostro Paese di dare un segno fortissimo, ma anche un cambiamento radicale sul tema, molto orgoglioso del fatto che il governo abbia deciso questo intervento” – ovviamente – “deve dare un chiarissimo segnale di contrasto e di lotta senza quartiere al fenomeno del femminicidio”.
femminicidio


Tra le misure di rilievo approvate spicca l’aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste anche un minore, medesimo discorso nel caso in cui la violenza viene commessa su una donna incinta oppure dal coniuge o dal convivente. Inoltre all’interno del provvedimento è stato inserito anche il gratuito patrocinio, che è garantito alla vittima a prescindere dal proprio reddito. Altro punto importante: chi sente o sa di una violenza in corso, può telefonare alle forze dell’ordine e dare tranquillamente il suo nome, lo stato garantirà l’anonimato.

Seri provvedimenti anche per quanto riguarda il cyber bullismo ed il tifo violento, ma soprattutto l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking. Sul cyber bullismo il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha commentato: “Puniamo severamente chi utilizza il canale informatico per fare molestie”

Più autorità alle forze di polizia, infatti viene dato a loro la facoltà di buttare fuori di casa il coniuge violento, se c’è un rischio per l’integrità fisica della donna. Oltre a questo è stato stabilito un permesso di soggiorno per motivi umanitari a quei soggetti che subiscono violenze e che siano stranieri. Uno dei punti più sostanziali che riempiono il paniere è la querela irrevocabile, cioè una volta che è stata presentata una denuncia, la denuncia diventa “irrevocabile” in modo da sottrarre la vittima dal rischio di una nuova intimidazione allo scopo di farla desistere.

Il commento a caldo del ministro Cancellieri dopo l’approvazione del provvedimento: “E’ molto importante richiamare l’attenzione sugli strumenti in difesa delle donne, il sentirsi parte di uno stato amico che li protegge: sono messaggi di grande attenzionene sull’universo femminile, sulla sensibilità e la delicatezza che vive una donna in questi momenti“.

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