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Aprire la partita IVA: come si fa e cosa bisogna sapere

Aprire una Partita IVA non è molto complicato di per sé. Il primo metodo, quello più semplice, consiste nel recarsi all’Agenzia delle Entrate muniti di carta d’identità valida e modulo per la richiesta compilato. Esistono, però, altri modi per poter aprire la Partita IVA nel caso non fosse possibile recarsi fisicamente sul luogo.

È possibile inviare una raccomandata A/R con all’interno il modulo per la richiesta compilato in ogni suo paragrafo e allegare una fotocopia di un documento d’identità valido. Un altro metodo, tra quelli più adottati negli ultimi anni, è l’utilizzo di internet; tramite un indirizzo e-mail certificato PEC è possibile, infatti, inviare via web il modulo per la Partita IVA compilato tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Assieme alla domanda compilata e al documento d’identità, bisogna anche scegliere il codice ATECO – un codice specifico basato sull’attività che si intende aprire – e il regime fiscale al quale si intende aderire: ordinario o agevolato. Queste azioni, in caso di invio tramite posta o raccomandata, non possono essere corrette in caso di errore e quindi è consigliabile recarsi in sede per evitare disguidi e rallentamenti burocratici.  Bisogna affidarsi anche a un buon commercialista poiché sono necessari dei registri specifici da vidimare. In questo modo si evita di cadere in multe molto salate.

Con l’apertura della Partita IVA vi sono anche dei costi, ovviamente. Si può aderire al regime agevolato che permette di pagare solo 5% di aliquota all’Irpef, invece del 20% ma, rimangono comunque delle spese da sostenere in caso non si sia iscritti ad alcun albo professionale; si tratta del 20% sui redditi da pagare all’INPS, inoltre bisogna essere assicurati all’Inail. A queste vanno ad aggiungersi anche le spese IRAP che è calcolata sul fatturato e non sui guadagni effettivi.

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