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Aprire un’attività all’estero: conviene?

Investire in Italia come in un Paese estero può rappresentare sempre un rischio, tuttavia il rischio quando è ben calcolato può portare a buoni risultati. Fare in modo che la propria attività diventi un business di successo richiede competenze e sangue freddo, vanno valutati tutti i presupposti prima di procedere.
Se si sta pensando di creare un’attività all’estero, ad esempio, è fondamentale valutare al meglio la nazione in cui si vuole aprire il proprio business. Sono tanti gli interrogativi che si possono porre di fronte: meglio la Germania o l’Australia? Meglio una città o un piccolo centro?
Inutile dire che è impossibile dare una risposta sempre valida a queste domande, tuttavia ci sono alcuni consigli generali che possono essere validi per qualsiasi tipo di iniziativa imprenditoriale. Andiamo quindi a scoprire se e dove conviene aprire un’attività di business.

Parametri da considerare: quali sono?

Chi pensa di aprire un business fisico non può prescindere da una questione preliminare: conoscere il mercato e la zona in cui va ad inserirsi. Allo scopo di aprire un’attività sarà necessario conoscere bene il luogo dove si intende insediarsi.
Molti pensano che l’unica cosa da valutare siano fattori come il costo della vita basso e una scarda tassazione: no, questi due aspetti, seppure molto importanti, non garantiscono in successo di un’iniziativa. Non a caso si sentono spesso storie di persone che sono andate all’estero e dopo poco sono rientrate in Italia con la faccia di chi ha subito una sconfitta.

Cosa fare con il marchio?

Che si operi in Italia o all’estero c’è poi da fare un discorso sul marchio che troppo spesso le aziende tendono ad ignorare. Si deve procedere alla protezione del segno distintivo della propria attività, altrimenti sono grandi i rischi che si corrono.
Soprattutto all’estero dove spesso le attività italiane riescono a decollare con una certa facilità sarà necessario proteggere il proprio nome e logo quasi fin da subito in quanto non solo i locali potrebbero essere interessati ad appropriarsene, ma anche altri connazionali “furbetti” potrebbero pensare di soffiare l’idea a qualcun altro e godere di un marchio che sta prendendo il volo.
Chi non sa come registrare un marchio, deve sapere che si tratta di una procedura piuttosto semplice che non comporta costi troppo elevati. Grazie a questa procedura si può proteggere il proprio marchio ed evitare problemi legali di qualsiasi tipo, ma soprattutto si può evitare che qualcun altro si giovi dei propri sforzi imprenditoriali.
Ovviamente la procedura di registrazione del marchio è un qualcosa di molto delicato e, proprio per questo, consigliamo di affidarsi solo ed esclusivamente a professionisti che possano fornire una consulenza precisa per evitare brutte sorprese. I costi possono variare da un minimo di poco meno di 200 euro, per la registrazione del Marchio solo sul mercato italiano, fino a oltre 10 mila euro per la registrazione del marchio in diversi paesi e in diverse categorie merceologiche.

Dove conviene aprire?

Per gli italiani che speravano di aprire un’attività nella “vicina” Europa, rimarranno delusi. Ormai gli equilibri economici si sono spostati in oriente ed è per questo che numerose classifiche sui luoghi dove oggi conviene maggiormente fare business indicano la Cina e Singapore come i due Paesi migliori.
In Europa nella top 10 della classifica entrano anche la Danimarca e la Norvegia. Questi due Paesi nordici forse non saranno il massimo per noi italiani viste le condizioni climatiche e la tipologia di rapporti interpersonali, ma se si guarda al solo aspetto di business non sono pochi i vantaggi che offrono.

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