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Aprire un’azienda agricola in Italia, ecco come fare

Quando le risorse economiche scarseggiano, uno dei settori che certamente non avrà mai crisi è l’agricoltura. Negli ultimi tre anni abbiamo assistito ad un forte incremento; la coldiretti fa sapere che migliaia di imprese agricole sono state aperte dal 2010, anno in cui la crisi ha cominciato ad incalzare.

La domanda è: ma agricoltori ci si nasce o ci si diventa?
Ecco come poche “semplici” mosse e strategie, servono ad avviare una piccola impresa agricola.

1. Avere un’idea d’impresa sulla quale sviluppare il proprio progetto. Bisogna capire che tipo di imprenditore si vuole diventare, “tradizionale”, più “innovativo” o “diversificato”. Avere un’idea di impresa significa valutare quali leve strategiche si intendono attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica.
coldiretti

2. Bisogna analizzare le potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti. Occorre servirsi di consulenti esperti per poter avviare l’impresa agricola al meglio.

3. Confrontarsi con gli altri che hanno già fatto esperienze simili in Italia o in Europa per cogliere le sfumature e focalizzare al meglio le idee.

4. Il progetto di sviluppo imprenditoriale deve essere concretizzato basandosi sulla propria idea. Si tratta di determinare gli obiettivi generali del progetto, quelli specifici, i risultati attesi e le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli.

5. Ricerca del finanziamento. Esistono fonti di finanziamento sulla quale basare l’idea progettuale, nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale. Per l’acquisto del terreno esistono dei finanziamenti mirati per la piccola proprietà contadina.

6. Oppure si può ricorrere ad un finanziamento pubblico, per fare questo, occorre fare domanda unitamente alla presentazione del Business plan.

7. Ma anche ad un finanziamento privato. Sono tante le banche che offrono condizioni vantaggiose per i giovani, anche grazie ad accordi con Creditagri Italia.

8. Fondamentale importanza è la formazione. Importante e spesso decisiva, anche se esistono numerosi corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze ed avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale.

9. Il fattore burocratico:
– Apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle entrate.
– Iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno
– Iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.

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