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Armando Siri indagato: il sottosegretario ai Trasporti sotto inchiesta per corruzione

Questo inizio di 2019 è un periodo turbolento per la politica italiana: oggi è emerso un nuovo caso di possibile corruzione. Questa volta, però, nel mirino della Magistratura troviamo un esponente del governo in carica, il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri. Siri, è sotto inchiesta per corruzione. L’esponente della Lega risulta tra i dieci indagati nell’ambito di una inchiesta della Dia, coordinata dalle Dda di Palermo e di Roma, su presunte irregolarità nel settore dell’eolico. In particolare di parla di una somma di 30mila euro promessa a Siri “in cambio” di emendamenti ai disegni di legge nel settore eolico. Ricordiamo che si tratta di un’indagine in corso e che fino a prova contraria anche per Siri come per tutti gli indagati esiste la presunzione di innocenza.

Armando siri

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Di cosa è accusato Armando Siri?

Secondo l’accusa, Siri avrebbe ricevuto denaro per modificare una norma a favore dell’erogazione di contributi per le imprese che operano nell’energia rinnovabile. La norma, tuttavia, non è mai stata approvata. Al centro di tutto ci sarebbe uno scambio di favori nei confronti dell’imprenditore eolico, Vito Nicastri. Attualmente Nicastri si trova in carcere: era già detenuto ma nonostante questo ha continuato ad operare con l’aiuto di un familiare e i magistrati hanno quindi chiesto la detenzione in carcere.

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Armando Siri «è sicuramente un errore»

Il sottosegretario Armando Siri ha dichiarato di non essere preoccupato, per lui si tratta solo di un errore. Siri afferma di non essere coinvolto in questa storia e di essere convinto che ci sia stato uno scambio di persona. «Io indagato? Non ne sono niente, non so se ridere o piangere. Io non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole. Non so assolutamente chi sia questo imprenditore coinvolto (Vito Nicastri, ndr), non mi sono mai occupato di energia e non davvero chi sia questa persona, credo che si tratti di un errore di persona». «Sicuramente – prosegue – non c’entro niente con vicende che possano avere risvolti penali. Mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi. Sono tranquillo».
Tra gli indagati anche un docente universitario, Paolo Arata, genovese come Siri, 68 anni, ex deputato nazionale di Forza Italia e, nel 1994, presidente del Comitato interparlamentare per lo sviluppo sostenibile. Secondo gli inquirenti Arata avrebbe fatto da tramite con Siri. Anche qui, come per Armando Siri, bisognerà aspettare gli sviluppi delle indagini per capire se si arriverà ad un accertamento delle responsabilità e quindi ad un rinvio a giudizio.

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