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Arrigo Diodati: partigiano, fondatore dell’Arci e interprete di pace e uguaglianza

Il 23 dicembre 2013 si spegneva Arrigo Diodati, partigiano, tra i fondatori dell’Arci, nome di battaglia Franco. Nato a La spezia il 25 maggio 1926 Diodati ebbe una vita straordinaria, segnata in modo terribile dalla seconda guerra mondiale. Figlio di una famiglia di antifascista, quando aveva appena 11 anni fu portato dalla sua famiglia in Francia per sfuggire alla dittatura. Nel 1943 rientrò in Italia e subito entrò tra le fila della Resistenza, prima a La Spezia poi a Genova, dove divenne vice commissario della Sap, Squadra di azione patriottico, gruppo di combattimento partigiano nella Resistenza italiana.

Negli ultimi mesi del 1944 fu arrestato dai tedeschi, torturato e rinchiuso nel carcere di Marassi di Genova, da cui fu prelevato il 23 marzo 1945 insieme ad altri diciannove prigionieri politici per essere fucilato, dopo che i partigiani della brigata Balilla avevano ucciso in un’imboscata nove tedeschi, Arrigo Diodati e i suoi compagni di sventura furono portati a Cravasco. Durante il tragitto due prigionieri riuscirono a fuggire, mentre Diodati e gli altri furono passati alle armi. Miracolosamente sopravvissuto alle raffiche dei mitra tedeschi, Diodati è stato l’unico sopravvissuto all’eccidio di Cravasco, che ha potuto raccontare in ogni dettaglio.

Nel 1957 Arrigo Diodati partecipa alla fondazione dell’Arci, Associazione ricreativa culturale italiana, la risposta culturale della sinistra al ventennio fascismo con lo scopo di recuperare i valori culturali, storici e ideali per tentare un’evoluzione della politica culturale del movimento operaio italiano. Con l’Arci nasce “L’associazione che si batte per la conquista e la qualità dell’utilizzo del tempo libero dei lavoratori”. Di fatto, i lavoratori hanno uno strumento per la loro emancipazione culturale. Arrigo Diodati è stato un uomo che ha interpretato la vocazione alla pace e all’eguaglianza dell’Italia migliore, “Punto di riferimento per più generazioni”  come scrive l’Anpi nazionale in un messaggio di cordoglio “Resterà il ricordo del partigiano e del suo contributo, prezioso in quei mesi difficili e inestimabile in tempo di pace”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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