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Arsene Wenger addio Arsenal: divorzio dopo 22 anni in Premier League

Addio storico in Premier League: Arsene Wenger lascia l’Arsenal. L’allenatore di più lungo corso nella  odierna, e uno dei più longevi in assoluto nel calcio europeo, lascia l’Arsenal dopo 22 stagioni. Lo ha annunciato lui stesso questa mattina con un comunicato: “Sono grato per avere avuto il privilegio di lavorare in questo club per così tanti anni memorabili”. Le ha date ora, alla vigilia della sfida decisiva con l’Atletico, a sorpresa: appena 24 ore prima, rispondendo alle domande dei giornalisti sul suo futuro, aveva detto che l’unico futuro che gli interessa è appunto la semifinale di Europa League, per chiudere in bellezza un anno difficile.

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Arsene Wenger addio Arsenal: “Momento più difficile”

Adesso sarà l’occasione di chiudere in bellezza anche la sua era, in anticipo rispetto a un contratto che prevedeva un’altra stagione a Londra. “Questo annuncio è uno dei momenti più difficili della mia vita nello sport”, dichiara Stan Kroenke, il miliardario americano proprietario dell’Arsenal e di varie squadre professionistiche negli Usa. “Una delle ragioni principali del mio coinvolgimento nell’Arsenal è stata la presenza di Arsene in panchina. La sua longevità e la sua consistenza al massimo livello resteranno senza uguali”. L’Arsenal cercherà un nome altrettanto grosso per riempire il suo vuoto e puntare al rilancio: fra i nomi che circolano come successore, il favorito sembra Carlo Ancelotti, già vincitore della Premier con il Chelsea in Inghilterra e uno degli allenatori più titolati del mondo.

Arsene Wenger addio Arsenal: la carriera da allenatore

Arsene Wenger addio Arsenal, i risultati sono stati memorabili davvero: nei due decenni alla guida della squadra londinese, il tecnico francese ha vinto tre titoli di Premier e sette coppe d’Inghilterra (oltre a sette Charity/Community Shield), compresi due “double”, coppa e campionato nella medesima stagione, nel 1998 e nel 2002. Ma il suo nome rimane legato soprattutto alla vittoria nel campionato 2003-2004, ottenuta senza perdere neanche una partita, che regalò al suo team l’etichetta di “Invincibili”: un’impresa che non riusciva a nessuno dagli albori del football inglese, nel 1889, e che nessuno ha più ripetuto da allora.

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