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Arte Fiera 2015: arte contemporanea e società

Le bandiere dell’identità d’origine sventolano nel cielo d’inverno di una Bologna pronta ad accogliere nidi e lidi di un’arte mai arrivata prima e di sentieri, invece, già solcati dal ritmo di grandi maestri ancora desiderosi di dissetare il pubblico. Arte Fiera 2015 apre le porte all’internazionalità e costruisce, di stand in stand, di padiglione in padiglione, un percorso che va vissuto con il cuore di un tapis roulant che ad ogni minuto alza di un livello la salita. Non bastano ore per addentrarsi nel vivo della Fiera, ma si scelgono istanti, e con questi si costruiscono tasselli di respiro tra dipinti, sculture, installazioni e fotografie.

Due grandi padiglioni, due numeri, 25 e 26, aiutano ad incanalare le energie nella vastità di esposizioni offerte al gentile pubblico. Gentile, sì, perché l’approccio che la società presente ha avuto nel relazionarsi all’arte contemporanea di Arte Fiera è stato toccante. La personificazione dell’Arte contemporanea è una donna misteriosa, che sa sedurre, far innamorare, divertire, emozionare, e sa quando smettere di dare risposte, lasciando sempre almeno una domanda al vento, portatore di interrogativi. L’Arte contemporanea attrae e allontana, aiuta a sedersi e prepara alla corsa, quel movimento costante che, o si fa o si è perduti, ma l’Arte contemporanea è anche amore, e può non nascere mai. Il pubblico di Arte Fiera si è messo in gioco, abbandonando il giudizio e ascoltando. Che cosa significa per la società abbandonare il giudizio di fronte all’arte?

Guardare e ascoltare, con il corpo, senza pensare. Stupisce in positivo il carattere rock di questa società, che non si è fermata a sintetiche rette del “Lo so fare anche io” o di becere cilindriche del gusto “Sì, ma io preferisco comunque il Rinascimento”, anzi, quest’onda sociale si è fatta travolgere dall’impeto del mare in tempesta e non ha trovato scogli.

Lucio Fontana, Mario Schifano, Emilio Vedova, Mario Sironi, Piero Manzoni, e i quasi cent’anni dalla nascita di Alberto Burri, tutti pronti a farsi ammirare ancora una volta, appartenenti alla, chiamiamola così, “storica contemporaneità”, ma anche Nicola Melinelli, Sabrina Mezzaqui, Lois Anvidalfarei, Massimiliano Gatti, Flora Bigai, Nicola Bolla, entrati nello scenario della 39ma Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con il coraggio di donarsi e la risposta di un grazie onesto, che significa “Il tuo regalo l’ho apprezzato davvero”. Il clima di Arte Fiera 2015 è una sorpresa desiderata. 

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