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Arte urbana ecologica e femminile: Yarn Bombing

L’arte manuale delle nonne, l’uncinetto, passa alle mani delle nuove generazioni per applicarsi all’arte urbana. I movimenti di yarn bombing nascono perlopiù tra le mani di donne che si incontrano e cuciono “pezze” da mettere qua e là per le città. Un movimento per abbellire e stupire i passanti lasciando tracce di maglieria fai-da-te, ma anche enormi opere che ricoprono cartelloni pubblicitari, muri, statue. Riportare lo sguardo su dettagli e lasciare libero il pensiero.

palo yarn bombing

Il movimento nasce casualmente dalle mani di Magda Sayeg che decise di decorare con dei pezzi fatti all’uncinetto la maniglia del proprio negozio di vestiti. La sua idea piacque e da lì, di mano in mano, si ampliò come forma di arte urbana in diversi Paesi! Il gruppo con cui collabora la capostipite è Knitta, in Olanda è attivo il Knittedlandscape, a Londra il Knit the City. In Italia il primo movimento nato è Knittami, si propone di colorare la città con filati, ferri e uncinetti!

Una forma d’arte ecosostenibile e che permette di riacquisire vecchie competenze e renderle fruibili a tutti. I materiali utilizzati deperiscono facilmente sotto le aggressioni atmosferiche. Inoltre hanno un tempo ridotto di installazione, e devono essere sempre removibili. Accanto ad ogni “manufatto” compare sempre il nome del gruppo e dell’artista che l’ha prodotto. Queste sono alcune basilari regole del manifesto del progetto Crowdknitting. Esso vuole partecipare ad iniziative sociali e per il miglioramento delle città. Un modo per unire l’utile al dilettevole condividendo spazi di lavoro e vita!

photo credit: The Bees via photopin cc | Retis via photopin cc

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biblioteca degli oggetti

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